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La libertà di stampa in America Latina: i media venezuelani tra censura e resistenza

Estratto della Tesi di Betty Mammucari

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Costituzione Italiana, che nell’art.21 riconosceva il “diritto alla manifestazione del pensiero” 30 . Dopo anni di catene, violenza e miseria i cittadini reclamavano a gran voce la loro voglia di libertà: il diritto di pensare, dire e scrivere qualsiasi cosa volessero, senza essere censurati o puniti per questo. Picca afferma che “nel corso dei secoli, con il passaggio dell’uomo dalla tirannia alla democrazia, la stampa ha assunto un ruolo sempre più centrale” 31 . La sua funzione, infatti, è informare l’opinione pubblica e in una democrazia, forma di stato in cui il potere appartiene al popolo che lo esercita eleggendo i propri rappresentanti nelle istituzioni, è fondamentale che i cittadini siano informati e compiano le proprie scelte in modo consapevole. Per questo motivo “tra stampa e democrazia esiste un legame intrinseco” 32 , un “rapporto di interdipendenza” 33 , e gli Stati hanno il dovere tutelare a livello giuridico la figura del professionista dell’informazione e stabilire diritti e doveri di questo mestiere. Il grado di libertà e autonomia dei media è anche un metro di giudizio per valutare “la qualità democratica di un paese” 34 . A tal fine negli ultimi anni sono nati osservatori a livello nazionale, internazionale e sovranazionale con il compito di vigilare sull’indipendenza dei media. 1.2.1. Diritti e tutele Non tutte le Costituzioni si occupano nello specifico dei diritti del giornalista, alcune fanno riferimento solo alla libertà d’espressione e rimandano a leggi successive eventuali chiarimenti. Per esempio in Italia, l’Art.21 della Costituzione, tratta la libertà di manifestazione del pensiero nel senso più ampio del termine e per questo è stato interpretato successivamente da una sentenza della Corte Costituzionale che “distingueva tra libertà d’espressione e diritto di cronaca e di critica” 35 . La Costituzione Portoghese 36 in questo senso è la più completa. L’art.38 prevede una serie di diritti aggiuntivi: il diritto all’indipendenza dal potere politico ed economico, il diritto all’autonomia, il diritto all’accesso alle fonti informative, il diritto al segreto (ius tacendi) e il diritto a eleggere i propri comitati di redazione. In Italia lo ius tacendi 37 , il diritto a non divulgare l’identità dei propri informatori, può essere esercitato solo da un giornalista professionista e non è assoluto: se nell’ambito di un’indagine giudiziaria, il magistrato ritiene necessaria tale informazione, può ordinare al giornalista di rivelare la sua fonte. Anche le perquisizioni ai danni di giornalisti allo scopo di ottenere informazioni sono vietate per legge e in un caso del 1998 sono state ritenute dalla 30 Malavenda, Caterina, C.M.D. et al, 2012, Le regole dei giornalisti. Istruzioni per un mestiere pericoloso, il Mulino, p.15 31 Picca, Cesario, Op. cit. p.70 32 Malavenda, Caterina, C.M.D. et al, Op. cit. p.14 33 Picca, Cesario, Op. cit., p.72 34 Ivi, p.79 35 Malavenda, Caterina, C.M.D. et al, Op. cit. p.21 36 Costituzione portoghese, documento disponibile all’indirizzo: http://www.federalismi.it/nv14/articolo- documento.cfm?artid=5027 (consultato a novembre 2017). 37 Picca, Cesario, Op. cit., p.131
Estratto dalla tesi: La libertà di stampa in America Latina: i media venezuelani tra censura e resistenza

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La libertà di stampa in America Latina: i media venezuelani tra censura e resistenza

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Informazioni tesi

  Autore: Betty Mammucari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Elena  Valentini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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