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I difficili rapporti USA-ALC e gli sviluppi del regionalismo anti-egemonico

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Fanetti Contatta »

Composta da 214 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 65 click dal 21/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Alessandro Fanetti

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17 frenati da tale enunciazione perché consapevoli che gli USA stavano crescendo rapidamente sotto tutti i punti di vista. Il divenire degliStati Uniti una grande potenza a partire dalla seconda metà del XIX° Secolo (sostanzialmente dalla ritrovata unità dopo la Guerra Civile) rese sicuramente più credibile tale enunciazione. 20 In sintesi, dunque, possiamo dire che con la Dottrina Monroe il subcontinente americano centromeridionale iniziò a trasformarsi nel “cortile di casa” degli USA. 21 La considerazione di superiorità insita, perlomeno, nelle classi dirigenti statunitensi portò, addirittura, alla nascita dell'espressione “Manifest Destiny” (Destino Manifesto, 1845), coniata dal giornalista John O'Sullivan; con essa si indicava il diritto-dovere (quasi divino) di espandersi sempre più a sud per diffondere la libertà e il principio dell'autogoverno, un concetto che divenne chiave nella politica estera di Washington. 22 Non potendo intraprendere azioni troppo eclatanti in quanto non ancora così forti militarmente e per non irritare esageratamente gli europei, gli USA ricorsero anche ai filibustieri; essi erano avventurieri che facevano incursioni lungo le coste del sud del Continente promuovendo con la forza nuove acquisizioni territoriali. Essi erano appoggiati soprattutto dagli ambienti politici ed economici degli Stati meridionali degli Stati Uniti, i quali desideravano l'entrata nell'Unione di altri Stati schiavisti, ma anche dalla stessa Casa Bianca (anche se non ufficialmente) per accrescere l'area di influenza con il minimo sforzo e senza assumersi responsabilità dirette. Cuba fu uno dei Paesi più colpiti da queste tecniche di conquista. Addirittura, in Nicaragua il filibustiere William Walker prese il potere, ma venne allontanato poco dopo dall'unione delle forze locali. Nonostante tutto, comunque, ancora fino alla fine dell' '800 gli USA non erano talmente forti da poter realizzare pienamente i propri sogni di gloria nel Continente, dovendosi ancora formare pienamente come Unione e dovendosi rafforzare sotto vari punti di vista. Dunque, solo il Messico subì, da subito, l'imperialismo USA, mentre gli altri territori lo subirono limitatamente fino, appunto, alla fine del XIX° Secolo. Da quest'ultimo periodo, invece, la crescita economica e la rinnovata unità del Paese portarono gli USA ad essere uno dei principali importatori di materie prime dal sud, nonché investitore diretto. 20 Raffaele Nocera, Stati Uniti e America Latina dal 1823 a oggi, op.cit., pagg. 15-21 21 Filippo Amelotti, riassunto del libro di Pier Francesco Galgani, America Latina e Stati Uniti. Dalla Dottrina Monroe ai rapporti tra G.W.Bush e Chávez, 2007. 22 Manifest Destiny, U.S. History, Pre-Columbian to the New Millennium, www.ushistory.org
Estratto dalla tesi: I difficili rapporti USA-ALC e gli sviluppi del regionalismo anti-egemonico