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Il bilancio delle imprese assicurative secondo la normativa nazionale

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Dario Cibin Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 52 click dal 28/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Dario Cibin

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12 4. LO STATO PATRIMONIALE Lo schema di Stato Patrimoniale per le imprese assicuratrici, così come per quelle industriali-commerciali e quelle assicurative soggette alla disciplina comunitaria, si presenta a sezioni divise e contrapposte, e ha una struttura orizzontale (lettere maiuscole, numeri romani, numeri arabi, lettere minuscole) nella quale vengono indicati sia i risultati di sintesi che quelli di dettaglio delle diverse voci. Al fine di mantenere chiarezza e uniformità in relazione alla disciplina previgente, l’articolazione delle singole voci risulta però più dettagliata sia rispetto a quella prevista dal codice civile sia a quella europea. Fornendo quindi una visione statica del patrimonio alla data di riferimento del bilancio, esso mostra da un lato (nell’attivo) gli impieghi, nei quali prevalgono i titoli, gli investimenti immobiliari etc., e dall’altro (nel passivo) le fonti, quindi i debiti, tra i quali hanno particolare rilevanza le “Riserve Tecniche” rappresentanti la stima degli obblighi verso gli assicurati, e per differenza il Patrimonio Netto. Le riverse tecniche si differenziano pertanto dalle altre riserve racchiuse nello Patrimonio Netto per essere costituite da accantonamenti di premi e non di utili. Il modello di Stato Patrimoniale è unico sia per le imprese che esercitano esclusivamente l’assicurazione vita o danni, sia per le imprese miste; per queste ultime i dettagli sulla ripartizione delle voci per ramo 6 sono esposti nella Nota Integrativa. La differenziazione tra rami vita e danni è molto importante, essi infatti identificano due differenti tipologie di assicurazioni: nell’assicurazione contro i danni l’assicuratore, verso il pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato entro i limiti convenuti del danno ad esso prodotto da un sinistro, mentre nell’assicurazione vita l’assicurato si obbliga a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana. Questo implica diverse modalità di gestione dei rischi: nelle assicurazioni danni 6 Col termine “ramo” ci si riferisce ad un rischio o ad un gruppo di rischi simili tra loro sia riguardo l’assunzione del rischio che nella liquidazione del danno. I rami sono tradizionalmente distinti in due macrogruppi: i rami vita e i rami danni.
Estratto dalla tesi: Il bilancio delle imprese assicurative secondo la normativa nazionale