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Riforme pro concorrenziali e crescita della produttività nell'Unione Europea

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Dario Cibin Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 71 click dal 28/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Dario Cibin

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10 La ratio di questo regolamento è consentire alle piccole e medie imprese di migliorare i loro processi produttivi rafforzando così la loro posizione competitiva nei confronti delle grandi imprese; questo non può far altro che accentuare la concorrenza e giovare ai consumatori. Per quanto riguarda gli accordi di ricerca e sviluppo, il Regolamento 2659/2000 prevede l'esenzione generale dal divieto di tutti gli accordi inerenti tali attività e dello sfruttamento dei risultati derivanti da tali attività per la durata di 7 anni, salvo che la quota di mercato complessiva delle parti non superi il 25%. Il Regolamento 722 del 2004 regola invece distintamente l'esenzione dal divieto di accordi di condivisione e trasferimento di tecnologia e capitale immateriale, attraverso la concessione di licenze, a seconda che vengano realizzati tra imprese concorrenti o non concorrenti. In particolare viene stabilito che sono esenti dalle restrizioni previste all'articolo 101, paragrafo 1 del trattato CE, tutti gli accordi: - conclusi fra imprese concorrenti, qualora la quota dei mercati rilevanti attribuibile congiuntamente alle parti non superi il 20%; - conclusi fra imprese non concorrenti, qualora la quota individuale dei mercati rilevanti attribuibile a ciascuna delle parti non superi il 30%. Questi accordi in generale determinano un miglioramento dell'efficienza produttiva e dinamica poiché: riducono le duplicazioni di costi per attività di ricerca e sviluppo, liberano risorse per nuovi e diversi investimenti in tali attività, favoriscono il diffondersi della tecnologia e l'aumento della concorrenza sui mercati di prodotti. Spesso però gli accordi di licenza vengono stipulati per spartirsi il mercato tra pochi ed escludere alcune imprese dall'usufruire di certe tecnologie, dunque a fini anticoncorrenziali. Il regolamento in questione mira perciò a raggiungere un giusto equilibrio tra tutela della concorrenza e tutela dei diritti di proprietà intellettuale. L'ultima tipologia di accordi a cui è concessa l'esenzione al divieto racchiude quegli accordi tra imprese operanti in diverse fasi della filiera produttiva-distributiva, perciò a differenza di quanto avviene negli accordi orizzontali, effetti restrittivi della concorrenza molto spesso non ci sono oppure sono sopperiti dagli aspetti positivi che questi accordi comportano. Il Regolamento che disciplina tale esenzione è il n° 330 del 2010, e rende inapplicabile il divieto dell’articolo 101, paragrafo 1 del Trattato sul Funzionamento UE, agli accordi verticali che soddisfano una serie di requisiti.
Estratto dalla tesi: Riforme pro concorrenziali e crescita della produttività nell'Unione Europea