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Oriana Fallaci e Tiziano Terzani: dissonanze e intrecci di due vite tra giornalismo e letteratura

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Grazioli Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 266 click dal 10/04/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Anna Grazioli

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15 numerose versioni testimoniano i timori e le insicurezze di una Fallaci alle prime armi. Penelope alla guerra segnò, per Oriana, il reale incontro con New York, di cui ammirava l'atmosfera cosmopolita e gli ideali democratici 26 . Infatti, vi si trasferirà definitivamente nel 1963, anno in cui inaugurò una rubrica per L'Europeo sugli Stati Uniti visti dagli occhi di un'italiana. Il rapporto con la città di New York, sebbene molto intenso, restò altalenante e controverso per tutta la sua vita. Nel 1965 venne pubblicato Se il Sole muore, dedicato al padre: sono gli anni della corsa allo spazio, evento che catturò l'attenzione di tutti i media internazionali e la Fallaci scelse di raccontare gli ultimi anni di questa straordinaria esperienza, dopo aver vissuto accanto agli astronauti della NASA. Sono anche gli anni della guerra in Vietnam e la giornalista fiorentina chiese di poter documentare questo terribile conflitto; il primo viaggio, che segnò una svolta nella carriera della Fallaci, trasformandola in reporter di guerra, risale al novembre 1967, a cui ne seguiranno molti altri negli anni successivi (in totale, fu in Vietnam dodici volte in sette anni). La principale testimonianza dell'orrore de «la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre» 27 come la Fallaci definì questa guerra vissuta in prima persona, è annotata nel libro-diario Niente e cosi sia, del 1969 28 . I drammi della guerra, vissuti fin dall'infanzia, riaffiorano in queste pagine in chiave nuova, attraverso un continuo alternarsi del tema ossessivo della morte, al desiderio viscerale di vita, tanto amata dalla Fallaci, anche nelle sue terribili atrocità e nei suoi momenti più bui 29 . La pura cronaca, arricchita dalla minuziosa descrizione dei sentimenti e degli stati d'animo delle vittime di quel conflitto, crea una maniera di fare informazione inedita. Nel 1968, in seguito alla morte di Martin Luther King e di Robert Kennedy, la giornalista lasciò provvisoriamente il fronte per tornare negli Stati Uniti. Fu poi la volta dei conflitti Indo-pachistani, mediorientali e delle insurrezioni in America Latina, che Oriana analizzò con scrupolosa attenzione. In Messico, il 2 ottobre 1968, a pochi giorni dalla XIX edizione dei giochi olimpici, la Fallaci sfiorò la morte a Città del Messico, in Piazza delle Tre culture, dopo essere stata gravemente ferita alla n. I. 833. 1, in Ivi, p. 16. 26 Intervista di Maria Grazia Bevilacqua, «Famiglia Cristiana», 16 marzo 1980. 27 Oriana Fallaci, Niente e così sia, Milano, Rizzoli, 1997, pp. 22-23. 28 Ivi, p. 15. 29 Intervista su RAI1, TG1 Sette, 1993.
Estratto dalla tesi: Oriana Fallaci e Tiziano Terzani: dissonanze e intrecci di due vite tra giornalismo e letteratura