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Tecnologia, organizzazione e lavoratori: il caso studio dell'EM Group

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Sociologia

Autore: Fabrizio Deidda Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13 click dal 27/04/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Fabrizio Deidda

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17 costruzione sociale e negoziazione di significati tra gli attori umani e non umani coinvolti. Nella prospettiva promossa dalla ANT, le conoscenze sono il risultato di network di attori che organizzano elementi interrelati quali macchine, persone, concetti e credenze. Gli attori non agiscono mai da soli, ma sempre in relazione con oggetti, così gli scienziati necessitano dei microscopi, gli impiegati di un computer e i pittori di un pennello per esempio. Questa visione della tecnologia rifiuta sia il determinismo tecnologico, accusato di considerare la tecnologia quale elemento isolato e privo di relazioni, sia lo SCOT, tacciato di determinismo sociale, negherebbe agli oggetti tecnici un proprio ruolo e concederebbe attenzione ai soli attori umani in questo processo. Da questo punto di vista, si incrociano sin dall’inizio delle difficoltà terminologiche, poiché risulta necessario un lessico che conceda uguale importanza agli elementi umani e non umani, e che non distingua tra sociale e tecnico, poiché secondo la ANT i due elementi hanno uguale importanza all’interno del processo. Per questo motivo sia Akrich che Latour [1992] utilizzano il termine attante, traduzione del termine francese actant, mutuato dalla semiotica di Julien Greimas. Si tratta di una radicalizzazione del principio di simmetria, l’actan indica chi agisce, sia esso umano o oggetto. Esso si distingue dall’attore e nasce dall’esigenza di redistribuire l’agency tra umani e non umani, nessuno dei quali può essere considerato singolarmente all’origine dell’azione [Mattozzi 2006]. La ANT pone quindi in primo piano il ruolo svolto dagli attanti nello svolgimento di una determinata attività, nel tentativo di de-scrivere [Akrich 1992] il fenomeno. Si tratta di un processo che consiste nella continua spola tra progettista e utilizzatore, tra il mondo iscritto nell’oggetto e il mondo descritto nel suo effettivo utilizzo, tra l’utente modello descritto nei manuali di istruzioni e l’utente reale che si servirà
Estratto dalla tesi: Tecnologia, organizzazione e lavoratori: il caso studio dell'EM Group