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Cyberwar: l’instabilità nelle relazione internazionali

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Settimo Vitanza Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 232 click dal 19/04/2018.

 

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Estratto della Tesi di Settimo Vitanza

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10 Per Richard Clark e Roberto Knake, invece, essa rappresenta «Un’azione da parte di uno Stato atto e penetrare i sistemi informatici o le reti di un altro Stato con la finalità di causare danni o distruzione». Anche se l’art. 51 della Carta delle Nazione Unite, recita che l’attacco deve essere armato per considerasi tale, all’interno del cyberspazio esso non avviene con armi, ma ha le stesse conseguenze di un attacco convenzionale, essa riesce a indebolire le funzioni dello Stato in abito economico-politico e militare. La cyberwar è un atto di aggressione e d’invasione di uno Stato sovrano da parte di un altro, così com’è successo in Estonia e in Georgia, anche se i due casi hanno in comune solo l’attacco informatico, poiché il fine e gli scopi erano diversi. Uno era politico e l’altro mirava a un’azione strategica, prima che le truppe regolari russe entrassero nel territorio della Georgia. Le ulteriori azioni cyber che non vengono compiute da Stati sovrani, anche se possono mettere in pericolo la sicurezza nazionale, non posso essere considerate attacchi di cyberwar, potendole identificare come cyber crime, cyber spionaggio o cyber terrorismo. Il cyber crime è un attività criminale, e consiste ad esempio nel furto dell’identità, della carta di credito anche se vengo commessi al livello internazionale tramite la rete, senza che vi siano problemi di confini. I criminali in oggetto possono muoversi attraverso internet per commettere questi atti, ma non possiamo definire tale realtà cyberwar, anche se si tratta di un fenomeno vasto, nocivo per la sicurezza nazionale, che ha una sua dimensione e un suo modo evolversi diversi rispetto all’attacco cibernetico di uno stato, anche se i furti avvengono attraverso il crackeraggio, il phishing e il malware. L’attività di spionaggio si è spostata nel modo virtuale, anzi è diventato più facile compierla visto che ormai tutto è connesso. È facilitato lo spionaggio industriale, quello riguardante i furti di brevetti, dove la maggior parte degli attacchi vengono effettuati dalla Cina e verso le industrie tecnologiche americane; anche in tal caso, pur avendo varcato i confini di un’altra nazione, neanche questo tipo di azione può rientrare nella guerra cibernetica, nonostante si vada a ledere l’interesse economico. Tuttavia, è bene precisare che lo spionaggio non viene compiuto solo in ambito militare, ma può essere effettuato anche da civili.
Estratto dalla tesi: Cyberwar: l’instabilità nelle relazione internazionali