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Corporate Social Responsibility e teoria economica

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Bellipanni Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 197 click dal 27/04/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Francesco Bellipanni

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11 ma anche dei molteplici interlocutori sociali. Le lotte sindacali dell'epoca ebbero come conseguenza una maggiore presa di coscienza delle condizioni in cui versavano i lavoratori e ciò portò allo sviluppo delle prime forme di welfare aziendale. Tuttavia, queste prime teorie, subirono una battuta d'arresto a causa della Grande Depressione e iniziarono a svilupparsi soltanto a partire dagli anni '30. Il dibattito sulla CSR si aprì intorno al 1932 principalmente grazie ai contributi di due autori: Adolf Berle e Gardiner Means 1 . In quegli anni, le imprese di grandi dimensioni avevano ormai monopolizzato la struttura produttiva dei Paesi assumendo anche un ruolo sociale di importanza vitale per la comunità dovuto alla loro capacità di coinvolgere in modo diretto un gran numero di azionisti. I due autori, sottolinearono come, l'aumento spropositato del numero di azionisti, spesso detentori di una ridotta quota di capitale, impediva a questi di partecipare alla nomina dei componenti dei Consigli di amministrazione. Nelle loro teorie la separazione tra proprietà e controllo aveva reso superata la "logica della proprietà" con la perdita da parte degli azionisti dello status speciale basato esclusivamente sul loro diritto di proprietà 2 . La gestione delle grandi imprese risultava quindi affidata ad un numero ristretto di individui capaci di sottrarsi al controllo degli azionisti. Un altro problema riscontrato dagli autori fu quello di capire verso quali soggetti si esprimesse la responsabilità fiduciaria dei manager. Il tema degli interessi da perseguire venne suddiviso in due parti: la prima attinente alla corporate governance e quindi incentrata sui rapporti tra gestione e azionisti e la seconda relativa alla responsabilità sociale d'impresa riguardante i temi della tutela degli interessi dei vari stakeholder. Secondo il pensiero di Berle "tutti i poteri attribuiti ad una corporation o al suo management devono essere sempre esercitabili solo a vantaggio di tutti gli shareholders" 3 . Una simile visione limita il concetto di CSR dal momento che i manager vengono visti esclusivamente come soggetti che agiscono al fine di perseguire i propri interessi. 1 BERLE, MEANS, The Modern Corporation and Private Property, (1932). 2 "I proprietari della proprietà passiva, cedendo il controllo e la responsabilità sulla proprietà attiva, hanno ceduto il diritto a che l'azienda venga amministrata nel loro esclusivo interesse". 3 BERLE, Corporate powers as powers in trust, Harvard Law Review, (1931).
Estratto dalla tesi: Corporate Social Responsibility e teoria economica