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Nuovo Nanocatalizzatore per la valorizzazione di scarti provenienti dall’industria del pomodoro

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Antonio Molinari Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 41 click dal 16/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Antonio Molinari

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18 lo rende inaccessibile al substrato. Tale struttura “mobile” si comporta come un coperchio e viene definita appunto “LID” o “FLAP”. In presenza di un’interfaccia idrofobica invece le lipasi subiscono un importante riarrangiamento conformazionale: il LID viene spostato ed il sito attivo passa ad una conformazione attiva, accessibile al substrato. Il sito attivo è formato da una triade catalitica che comprende un nucleofilo, un residuo acido ed un’istidina (come le serin-proteasi, ma con un ordine diverso dei residui): Ser - Asp/Glu – His. [37] Il LID è una struttura anfipatica: Ø nella conformazione chiusa dell’enzima, la sua faccia idrofilica è rivolta verso il solvente, mentre quella idrofobica è diretta verso il core dell’enzima. Ø quando l’enzima passa alla conformazione aperta, il LID si sposta e prende contatto con una parte idrofilica dell’enzima, mentre la parte idrofobica del LID viene esposta e lega il substrato. La fonte di questi enzimi può essere animale, vegetale, batterica o fungina. Nell’uomo e nei mammiferi superiori sono presenti tre tipi di lipasi: lipasi pancreatica (agisce sui trigliceridi alimentari provocandone l’idrolisi), lipoproteina (agisce sui trigliceridi che circolano nel sangue legati alle proteine), lipasi ormonosensibile (agisce sui trigliceridi contenuti nel tessuto adiposo determinando la messa in circolo degli acidi grassi; è attivata dall’adrenalina). Nel mondo vegetale le lipasi si trovano nei semi di alcune piante (ad esempio orzo, avena, segale, soia, ricino) con la funzione di idrolizzare gli oli che vi sono contenuti e fornire, in seguito all’ossidazione degli acidi grassi liberati dall’idrolisi, l’energia richiesta nella fase di germinazione. Le lipasi sono inoltre largamente prodotte da batteri, lieviti e funghi. Nella maggior parte dei casi sono direttamente riversate nel mezzo di coltura (enzimi esocellulari). Le lipasi di origine microbica, negli ultimi anni, hanno suscitato un crescente interesse, sia per la facilità con cui possono
Estratto dalla tesi: Nuovo Nanocatalizzatore per la valorizzazione di scarti provenienti dall’industria del pomodoro