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Studio dell’effetto di alcuni co-catalizzatori metallici sull’elettrocatalisi dell’oro per l’analisi dei carboidrati

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Patrick Mancuso Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 23 click dal 22/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Patrick Mancuso

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4. Tecniche analitiche cromatografiche 27 4. Tecniche analitiche cromatografiche 4.1 Principi cromatografici La cromatografia è un metodo chimico-fisico di separazione che sfrutta la tendenza delle varie sostanze a distribuirsi tra due fasi distinte e separate, di cui una è mantenuta fissa e l’altra mobile. Questo metodo fu scoperto nel 1906 dal botanico russo Tswett, che la utilizzò per la separazione di pigmenti fogliari; dato che si osservarono zone colorate sulla colonna impaccata egli decise di utilizzare, per queste tecniche, la parola cromatografia (dal greco chroma che vuol dire colore e graphein che vuol dire scrittura). In cromatografia la separazione viene realmente effettuata, contrariamente a quanto succede in altri metodi analitici dove i singoli componenti rimangono uniti e si evidenzia il diverso comportamento delle sostanze [1]. Il principio di tale tecnica si basa sul passaggio dei costituenti da separare tra due fasi non miscibili; il campione viene disciolto nella fase mobile (liquido, gas o una fase supercritica) che viene fatta muovere attraverso una fase stazionaria (solido o liquido immobilizzato); le interazioni tra queste dipenderanno dalle proprietà chimico-fisiche, con maggiore fluidità nel caso di scarsa affinità e viceversa, favorendo appunto la separazione dei componenti della miscela e l’analisi qualitativa e quantitativa di ognuno. I metodi cromatografici possono essere generalmente divisi in due classi: cromatografia su colonna, dove la fase mobile viene fatta passare in un tubo contenente la fase stazionaria sotto pressione o gravità, e cromatografia planare, dove la fase stazionaria è fissata su una superficie e la fase mobile viene fatta passare per capillarità o gravità [2]. La classificazione dei metodi cromatografici può essere anche ricavata dallo stato fisico della fase mobile : o Processi in fase liquida (colonna, strato sottile) dove la fase mobile, allo stato liquido, viene messa a contatto con la fase fissa che può essere solida o liquida; o Processi in fase gassosa (gas-cromatografia) dove la fase mobile, allo stato gassoso, viene messa a contatto con la fase fissa, che può essere solida o liquida; o Processi in fase liquida supercritica dove la fase mobile, allo stato fluido supercritico, viene messa a contatto con la fase liquida fissa;
Estratto dalla tesi: Studio dell’effetto di alcuni co-catalizzatori metallici sull’elettrocatalisi dell’oro per l’analisi dei carboidrati