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Icefish, i pesci che persero i globuli rossi

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Maria Ludovica Toraldo Serra Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 53 click dal 25/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Maria Ludovica Toraldo Serra

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10 I Pesci-ghiaccio I Pesci-ghiaccio appartengono alla Sottoclasse degli Attinopterigi, superordine Teleostei, Ordine dei Perciformi, sottordine Nototenioidei 4 , Famiglia dei Cannictidi (Channichithydae). Si tratta di organismi prevalentemente bentonici, privi di vescica natatoria, pecilo-ectotermici, fortemente stenotermi, in grado di sopravvivere per tutto l’anno a una temperatura ambientale compresa tra -2,2/-1,8°C e +1°C. A causa della costanza delle temperature alle quali i Cannictidi si sono adattati, essi non sono in grado di sopportare variazioni anche minime di tale parametro; infatti, una conseguenza di quest’adattamento è stata l’incapacità di esprimere le proteine da shock termico, o heat shock protein 5 , o HSP, e quindi di reagire allo shock da calore. La capacità degli Icefish di sopportare temperature proibitive quali quelle proprie dell’Antartide sarebbe impossibile senza la produzione di glicoproteine antigelo (Anti Freeze protein o AFP), che, legandosi ai nuclei di ghiaccio in corso di formazione nei fluidi corporei, creano fronti di restrizione in grado di limitarne l’accrescimento, prevenendo così il congelamento dell’animale (Cheng e De Vries, 1991; Fletcher et al., 2001; Figura 4). Dati basati sull’analisi degli acidi nucleici e in particolare dell’mRNA indicano il Pancreas e lo stomaco anteriore come i principali produttori di queste glicoproteine (Cheng e Detrich, 2007). Le AFP sono riversate nel lume intestinale dal dotto pancreatico per essere in parte assorbite dal sistema circolatorio che le distribuisce a tutti i tessuti. La permanenza nel sangue delle proteine anticongelanti è garantita dai caratteristici reni aglomerulari (pag. 43). Sebbene le proteine anticongelanti dei Cannictidi siano fondamentali per evitare il congelamento dei fluidi corporei, esse non sono l’unico fattore responsabile di ciò: infatti, la capacità anticongelante di questi pesci risiede in parte anche in una pressione osmotica del sangue leggermente superiore alla norma (circa 500-600mOsm rispetto 400mOsm dei pesci a sangue rosso). 4 I Nototenioidei sono uno dei 18 sottordini dell’Ordine dei Perciformi e includono specie antartiche (circa il 90% della fauna ittica endemica) e sub-antartiche, sia bentoniche sia demersali. Essi comprendono attualmente 8 famiglie, 43 generi e 122 specie. Sei di tali famiglie si trovano a Sud dell’FPA. È probabile che i Nototenioidei antartici derivino da qualche antenato bentonico, privo di vescica natatoria, appartenente alla fauna ittica degli habitat temperati della piattaforma continentale prima del raffreddamento dell’Oceano meridionale, che portò a una speciazione endemica in un tempo relativamente breve rendendoli forme di vita dominanti della moderna fauna ittica (Eastman, 1993; Kock, 2005a, b). 5 Le HSP sono chiamate così poiché rilevate durante studi di denaturazione delle proteine mediante calore. Esse sono prodotte in risposta a shock termico al fine di contrastare l'effetto denaturante del calore e sono implicate nel corretto folding di proteine che necessitano di “aiuto” per mantenere una conformazione funzionale o “nativa”.
Estratto dalla tesi: Icefish, i pesci che persero i globuli rossi