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Approcci educativi per il bambini con disturbi dell'udito

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Matilde Tropea Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 74 click dal 30/05/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Matilde Tropea

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16 programmi ministeriali e dànno una particolare attenzione all’educazione del bambino non udente. Infatti in essi è valorizzato l’uso della lingua dei segni per veicolare i contenuti didattici. In Italia oggi, seguendo l’idea degli istituti per non udenti, le scuole tradizionali stanno provando ad inserire nelle loro classi il bilinguismo, cioè adottare durante le lezioni l’italiano e la lingua dei segni. 8 Per quanto riguarda le scelte riabilitative, è la famiglia che ha il diritto di decidere quale linguaggio il bambino debba apprendere. Le scelte possono essere quattro: • Linguaggio orale. • Linguaggio segnico. • Bilinguismo (linguaggio orale e segnico). • Bimodale (utilizzo del linguaggio orale con il supporto del linguaggio segnico). Per quanto riguarda i vari approcci, solo il linguaggio totalmente segnico non prevede l’utilizzo della lingua parlata, negli altri tre è sempre prevista una terapia logopedica e una protesizzazione per permettere al bambino non udente l’acquisizione del linguaggio e nello specifico il bilinguismo utilizza il segno (in questo caso parliamo di italiano segnato IS) a sostegno della parola per stimolare il canale visivo-gestuale insieme all’acustico – verbale; nell’approccio bilingue invece, si espone il bambino contemporaneamente alla lingua dei segni (LIS) insieme all’apprendimento della lingua parlata. I sostenitori di questa teoria sostengono che in questo modo si possano accelerare e far crescere in modo armonioso i processi cognitivi del bambino non udente che, dato il suo deficit, risultano rallentati. 9 Le scelte riabilitative seguono un iter ben preciso e per essere efficaci è necessaria la diagnosi precoce e la tempestiva protesizzazione. Il termine L.I.S., Lingua dei Segni Italiana è stato adottato per tre motivi principali: per avere un’equivalenza con A.S.L. (American Sing Language), B.S.L. (British Sing Language) e con L.S.F. (Langue des Signes Française); 8 Storia dell’educazione dei sordi, Dispense della Proff.ssa Raffaella Carchio, Psicologa. 9 Laura Polsoni, Saggio La comunicazione del bambino sordo.
Estratto dalla tesi: Approcci educativi per il bambini con disturbi dell'udito