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Approcci all'acquisizione del linguaggio: dal comportamentismo alla teoria interazionista

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Anna Marasca Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 158 click dal 07/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Anna Marasca

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14 caso prima esposto della reazione al tact “sedia rossa” non sappiamo quale proprietà dell’oggetto stimolerà il bambino finché egli stesso non risponderà e quindi non esiste un metodo certo per far sì che ad una determinata azione del genitore/uditorio corrisponda sempre la reazione verbale che ci si aspetta. Allo stesso tempo è impossibile generalizzare riguardo i rinforzi, in quanto ogni individuo potrebbe potenzialmente essere rinforzato da una grandissima quantità di azioni o eventi e questa indeterminatezza circa la sostanza di un rinforzo funzionale porta Chomsky ad affermare che «the notion of reinforcement has lost whatever objective meaning it may ever have had» 13 . La critica maggiore che Chomsky avanza è quella che diventa poi uno dei presupposti fondanti del suo innatismo, ossia quella della “povertà dello stimolo”: né l’imitazione, né l’azione stimolo-rinforzo possono spiegare l’acquisizione corretta del linguaggio da parte di bambini con genitori analfabeti, muti, di madre lingua diversa dai figli o affetti da un qualsiasi deficit linguistico, cosa che in effetti avviene frequentemente e neppure si spiega il fatto che i bambini producano frasi mai sentite prima. Uno dei casi indagati dal linguista statunitense riguarda proprio quest’ultima situazione, la produzione di enunciati complessi che i bambini non possono aver di certo udito dai genitori; Chomsky si sofferma per esempio sulla formazione di interrogative a partire da enunciati con due ausiliari come a unicorn that is eating a flower is in the garden. Si consideri che è inverosimile che un genitore si rivolga al figlio utilizzando enunciati di questo tipo e che piuttosto un bambino avrà udito più spesso enunciati con un solo ausiliare, la cui regola di trasformazione in interrogativa prevede lo spostamento dell’ausiliare is ad inizio frase (es. a unicorn is in the garden  is a unicorn in the garden?). 13 Ibid., p.56.
Estratto dalla tesi: Approcci all'acquisizione del linguaggio: dal comportamentismo alla teoria interazionista