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"Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo": sentimento religioso e ispirazione poetica nella poesia di Alda Merini

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Martina Di Pofi Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 27 click dal 21/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Martina Di Pofi

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15 ricoperto del suo stesso sangue versato per salvare l’umanità. Costante è la presenza del sacro anche in Giuseppe Ungaretti, che attraverso i suoi componimenti a mo’ di preghiera dialoga e invoca il Signore: è soprattutto in Sentimento del tempo (1915-1916) che la sua ricerca spirituale si fa più intensa, quasi a voler testimoniare quanto urgente sia il bisogno dell’uomo di entrare in contatto con l’inafferrabile “Oltre”. Altri degli autori citati in precedenza, che hanno riscritto i Vangeli o rivisitato passi dell’Antico Testamento, esprimono il senso di una religione che è anche impegno sociale, ma novità ancor più interessante è che nei loro testi – attraverso una progressiva “sliricizzazione” 10 legata anche alla mescolanza di registri linguistici diversi – si assiste ad una confluenza di poesia in prosa. Emblematici sono i casi di David Maria Turoldo e Mario Luzi che hanno interpretato e rivisitato in modo originale una tradizione antica come quella della lirica: nella poesia di Luzi, ad esempio, la “sliricizzazione” è accentuata da un uso massiccio di enjambement, anche se non mancano elementi poetici tradizionali quali rime, assonanze, metafore e similitudini. Proprio in riferimento alla produzione luziana, il legame tra attività poetica ed esperienza religiosa emerge in particolar modo nella Via Crucis, richiestagli da Papa Giovanni Paolo II: in essa – strutturata in modo tale da assomigliare ad un lungo monologo interiore di Cristo – il Figlio confida al Padre le sue paure e la sua angoscia; pertanto il Dio luziano non è lontano e indifferente ma un “Dio-uomo” che partecipa emotivamente ai drammi collettivi dell’umanità. Non va inoltre dimenticato che i poeti del nuovo secolo iniziano a fare del dialetto lo strumento ideale per esprimere la voce più profonda del proprio “essere”: ad esempio nei suoi versi friulani, contenuti in Poesie a Casarsa (1942), Pier Paolo Pasolini descrive Cristo come una figura tragica e redentrice. Pur dichiarandosi non credente, Pasolini orienta la maggior parte della sua produzione poetica a un’ostinata ricerca del sacro e del puro con la speranza che questi possano fare da antidoto o da resistenza all’avanzare di una società sempre più mercificante e omologata. «La mia visione del mondo è sempre nel suo fondo di tipo epico-religioso» 11 afferma Pasolini, a tal punto che i temi evangelici diventeranno motivo centrale anche delle 10 Si veda Rosa Casapullo, Poesia didattico-morale e religiosa, s.i.t., p. 222. 11 Citato in Pietro Gibellini, La Bibbia nella letteratura italiana. Vol. 2: l’età contemporanea, Brescia, Morcelliana, 2009, p. 9.
Estratto dalla tesi: "Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo": sentimento religioso e ispirazione poetica nella poesia di Alda Merini