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Il paziente schizofrenico: un caso di difficile comprensione (case report)

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Infermieristiche

Autore: Eleonora Caputo Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 126 click dal 15/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Eleonora Caputo

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10 2. CONFRONTO CON LA LETTERATURA 2.1. LA CARENZA DI CRITICA E DI CONSAPEVOLEZZA DI MALATTIA NEL PAZIENTE PSICOTICO Il termine anglosassone “insight”, che può essere tradotto nella lingua italiana con l’espressione “vedere dentro” alle cose, a una situazione, è un termine entrato nel lessico psichiatrico per definire il grado di consapevolezza che una persona ha di essere malata e di avere bisogno di cure e assistenza. Freud affermava che anche nelle forme più gravi di psicosi rimane “celata una persona normale”, che osserva “come spettatore imparziale il trascorrere della malattia e del suo tumulto” (Freud, 1938). Questo rappresenta il punto di partenza per una riflessione che si apre alla possibilità di riconoscere nel soggetto schizofrenico la persistenza di parti preservate dalla patologia e con esse la presenza di una certa capacità di giudizio di sé e della propria malattia. L’insight assume in quest’ottica anche una valenza clinica oltre che psicopatologica: il terapeuta può cogliere ciò che non è del tutto scomparso, può rafforzare la parte consapevole del paziente in modo da permettergli di “appropriarsi” della sua malattia e quindi di accedere ad una più attiva e solida adesione al trattamento determinando un miglioramento della prognosi del disturbo (Vender, Fraticelli, Moalli, & Poloni, 2010). In una revisione sistematica, Lincoln, Lullmann e Rief (2013) hanno dimostrato come una percentuale compresa tra il 50% e l’80% dei pazienti schizofrenici, dimostrava di avere un insight parziale o totalmente assente. Alcuni aspetti correlati alla consapevolezza di malattia sono la compliance al trattamento, la capacità di riconoscere come patologici e disfunzionali alcuni sintomi attribuibili alla psicosi e le conseguenze sociali di tali disturbi. In particolare un buon insight si correla con la compliance al trattamento, con minori riospedalizzazioni e con una migliore qualità di vita del paziente schizofrenico (Mc Gorry, & Mc Conville, 1999). Sebbene siano numerosi i dati a conferma dell’importante ruolo svolto dall’insight nel determinare un migliore decorso ed esito della malattia schizofrenica, non bisogna trascurare che vi è anche un’alta correlazione tra insight, sviluppo di depressione post-psicotica e rischio di suicidio; di conseguenza, non necessariamente l’assenza di insight ha effetti negativi sulla prognosi ma può svolgere invece un’importante funzione difensiva messa in atto dal soggetto per cercare di sviluppare un adattamento più funzionale alla malattia (Mc Glashan, 1987).
Estratto dalla tesi: Il paziente schizofrenico: un caso di difficile comprensione (case report)