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Alimentazione complementare a richiesta in bambini di 6-12 mesi: un'indagine on line

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Arianna Pierantozzi Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 66 click dal 28/06/2018.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Arianna Pierantozzi

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Anche la percezione delle madri rispetto al peso dei figli sembra essere molto importante per quanto riguarda la preoccupazione ed il controllo. Infatti, negli studi di Brown e Lee sopra menzionati, si evince come le madri che percepiscono il peso del loro bambino come “abbondante” durante i primi 6 mesi di vita, riportino bassi livelli di pressione per farli mangiare, bassi livelli di preoccupazione e controllo del peso. Il lento aumento del peso del bambino, eventuali problemi di salute dello stesso e il comportamento alimentare della madre possono avere un impatto sulla scelta del metodo di alimentazione complementare e quindi la possibilità di adottare il BLW. Secondo gli studi sopra riportati il BLW è quindi associato ad uno stile materno a basso controllo, mentre le madri che sono preoccupate per il peso dei loro bambini e desiderano che acquisiscano peso, sembrano essere più controllanti. Il BLW in questo caso sarebbe associato ad un basso rischio di sovrappeso ed obesità (Towsed e Pitchford 2012). Altre caratteristiche materne sembrano influenzare la scelta dello stile alimentare: in particolare, un elevato livello di scolarità e un impiego di tipo professionale o manageriale farebbero propendere per la scelta del BLW (Brown 2015). In questo studio, l'autrice ha esplorato la relazione tra personalità materna, comportamento alimentare e l'introduzione dei cibi solidi, osservando che le madri che hanno bassi livelli di ansia, che sono estroverse e coscienziose, sono inclini ad introdurre cibi solidi più tardi e a seguire l'approccio del BLW. Al contrario, madri con elevati livelli di ansia, introverse e controllanti, introducono cibi solidi molto presto, per via della preoccupazione sulle quantità di nutrienti e calorie ingerite dal bambino. Introdurre cibi solidi ridurrebbe l'ansia rispetto alla crescita e al comportamento alimentare del bambino. Inoltre, l'ansietà materna e l'introversione sono associate ad una durata ridotta dell'allattamento, come se il latte materno, ad un certo punto, non fosse percepito come abbastanza nutriente (Harder, Bergman, Kallischnigg e Plagemann 2005). Successivamente, la depressione e l'ansia materna potrebbero essere associate ad un'alimentazione “schizzinosa” (Mc Dermott et al. 2008). Uno studio di Taylor et al. (2016) in Nuova Zelanda ha voluto analizzare invece l'impatto del BLW sul rischio di soffocamento e rigurgito, che paiono essere alcune delle paure più comuni nelle madri che iniziano l'alimentazione complementare. Lo studio è stato condotto tra il 2012 e il 2014, ha coinvolto 206 famiglie ed ha previsto la compilazione di un questionario (a 6,7,8,9 e 12 mesi), di un calendario giornaliero (a 6 e 8 mesi) e la misurazione dell'esposizione a cibi con minor rischio di soffocamento (a 7 e 12 mesi). Sono stati confrontati un gruppo di controllo di bambini esposti ad alimentazione complementare tradizionale e un gruppo sperimentale sottoposto al BLISS (si veda sopra). 10
Estratto dalla tesi: Alimentazione complementare a richiesta in bambini di 6-12 mesi: un'indagine on line