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Studio della Biodiversità nelle Comunità Microbiche nei Vigneti del Montepulciano d'Abruzzo

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Rosalia Lo Buglio Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13 click dal 25/07/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Rosalia Lo Buglio

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12 meccanismi. Tra i meccanismi di promozione diretta è importante ricordare l’azotofissazione, la solubilizzazione e l’approvvigionamento dei nutrienti, miglioramento della disponibilità di fosforo nonché la produzione di fitormoni. I microrganismi che migliorano l’acquisizione di nutrienti sono detti biofertilizzanti mentre i microrganismi che producono fitormoni sono detti biostimolatori (Vessey, 2003). 1.4.1 Solubilizzazione dei nutrienti Tra i meccanismi con cui i microrganismi promuovono la crescita delle radici sono di primaria importanza quelli che portano ad un aumento delle disponibilità sia dei macroelementi quali azoto e fosforo che dei microelementi come il ferro, essenziali per la crescita delle piante. I microrganismi con queste capacità possono diventare componenti dei biofertilizzanti ovvero quei prodotti contenenti microrganismi che, quando applicati a superfici vegetali o suolo, colonizzano la rizosfera o i tessuti vegetali e ne promuovono la crescita aumentando la disponibilità e l’assorbimento dei nutrienti da parte della pianta stessa. Una caratteristica fondamentale dei biofertilzzanti è la capacità di fissare azoto atmosferico e renderlo disponibile per le radici vegetali. Oltre l’azoto, anche il fosforo riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo dei vegetali e nonostante sia relativamente abbondante nella maggior parte dei suoli, esso rappresenta uno dei principali nutrienti limitanti la crescita vegetale. Nel suolo il fosforo è presente in diverse forme sia organiche che inorganiche, ma la maggior parte di queste forme del fosforo sono scarsamente solubili, o insolubili, mentre le piante possono assorbire il fosforo solo in forma solubile, nelle due forme degli ioni monobasico (H₂PO₄⁻) e dibasico (HPO₄⁻), ciò rende insufficiente la disponibilità di fosforo nel suolo per l’accrescimento radicale. La solubilizzazione del fosforo è il meccanismo di promozione della crescita radicale più comune tra i microrganismi rizosferici e si esplica mediante produzione di acidi organici, che acidificano l’intorno cellulare, con conseguente rilascio in soluzione di ioni fosfato. Grazie alla loro capacità di acidificare l’intorno cellulare, i PGPR offrono una soluzione biologica alla fornitura di fosfato solubile che può essere a questo punto utilizzato dalle piante. L’uso di inoculi batterici PGPR capaci di solubilizzare il fosfato aumenta dunque l’approvvigionamento di fosfato da parte delle piante (Richardson, 2001).
Estratto dalla tesi: Studio della Biodiversità nelle Comunità Microbiche nei Vigneti del Montepulciano d'Abruzzo