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Hoda Sharawi e il movimento internazionale delle donne (1919-1947)

Estratto della Tesi di Lorenzo Proia

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18 originariamente inteso come organizzazione di suffragio, evitò, come già accennato, di prendere posizione su questioni controverse, tra cui il voto, almeno nei primi anni. Si verificò una spaccatura tra le donne al congresso di Londra del 1899: qui, le dirigenti dell’Icw volevano dare alle antisuffragiste diritto di parola all’interno dell’assemblea. A questo punto, le suffragiste tedesche Lida Gustava Heymann e Anita Augspurg convocarono una riunione alternativa che propugnasse la fondazione di un’organizzazione internazionale per il suffragio delle donne. Nel 1901 Carrie Chapman Catt, che era allora presidente della National American Woman Suffrage Association, propose al suo Consiglio la convocazione di un congresso internazionale del suffragio in concomitanza con il loro incontro annuale a Washington, previsto per l’anno successivo. Furono invitate organizzazioni suffragiste, consigli nazionali delle donne, missionarie, ambasciatori e consoli statunitensi. In occasione di questo raduno del 1902, le delegate di dieci paesi pianificarono di tenere un incontro a Berlino durante il prossimo congresso dell’Icw e formare un’organizzazione permanente, autonoma dal Council. Così nacque l’Alleanza, che, a differenza dell’International Council of Women, si diede un obiettivo chiaro sin dall’inizio. Se i congressi dell’Icw erano quinquennali, quelli dell’Iwsa erano biennali e in diversi paesi al fine di stimolare l’attività di perorazione del suffragio. L’organizzazione rischiava di risultare monotematica, ma, va detto, quando nel loro congresso del 1909 le suffragiste furono chiamate a discutere in merito, decisero che il suffragio doveva rimanere l’unico tema di natura vitale all’ordine del giorno. L’elenco delle associazioni nazionali affiliate crebbe dai sei originali - quattro da Europa, Stati Uniti e Australia - a ventisei nel 1913 a cinquantuno nel 1929, tra cui, oltre all’Egitto, anche il Sudafrica (dove però il voto fu concesso alle sole bianche), Cina, Argentina, Uruguay, Brasile, India, Palestina, Giamaica, Bermuda, Cuba, Perù, Porto Rico, Giappone, Turchia, Ceylon, Indie orientali olandesi, Siria e Rhodesia. Per non rischiare di essere un’organizzazione deliberatamente monotematica, a partire dal 1913 l’Alleanza affrontò nelle proprie risoluzioni e nei suoi committee internazionali una vasta gamma di tematiche, tra le quali la prostituzione, la pace, la parità di retribuzione e il diritto al lavoro, la nazionalità delle donne sposate e la schiavitù. Come si è già avuto modo di notare, l’Iwsa stava iniziando delle collaborazioni - in verità, come si vedrà più avanti, spesso inquinate da pregiudizi - con donne del cosiddetto Oriente. Al tempo del congresso, l’idea di “allargarsi” verso est al fine di incentivare l’acquisizione del suffragio anche per le donne di quei paesi cosiddetti orientali, generalmente vessati dalla logica coloniale, era un vero e proprio cruccio del board dell’Iwsa: per esso le donne dell’est «probabilmente hanno bisogno del nostro aiuto più di ogni altro 24 ». La spaccatura delle emancipazioniste di fronte al Primo conflitto mondiale Allo scoppio del Primo conflitto mondiale, sull’onda dei nazionalismi crescenti in ogni paese coinvolto, il movimento internazionale delle donne si trovò a un bivio. Molte emancipazioniste decisero che era il tempo di rompere con la sorellanza internazionale e di sacrificare le proprie risorse fisiche e intellettuali sull’altare della patria. L’internazionalismo femminile non morì, sopravvisse a quella dura prova, ma ne uscì profondamente mutato. In Italia, Gabriella Rasponi 24 Millicent Garrett Fawcett, The Future of the Iwsa, Jus Suffragii, dicembre 1919 (cit. in, L. J. Rupp, Worlds of Women, p. 23)
Estratto dalla tesi: Hoda Sharawi e il movimento internazionale delle donne (1919-1947)

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Hoda Sharawi e il movimento internazionale delle donne (1919-1947)

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Proia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Storia e Società
  Relatore: Daniela Rossini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 284

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