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Immigrazione: aspetti economici e sociali

Estratto della Tesi di Elvira Ciociano

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7 cittadini esclusi dalla vita sociale erano indotti ad abbandonare le terre d'origine, incrementando flussi migratori soprattutto verso le colonie del sud Italia. Tali spostamenti erano spesso dovuti anche a rapporti commerciali. Con la conquista dei regni ebraici e l'espulsione degli Ebrei condannati alla schiavitø dalle loro terre, ebbe inizio la diaspora ebraica nel periodo intorno al 13.000 – 6.000 a.C. Altro effetto importante della mobilità delle persone si nota nello studio della cultura villanoviana preromana in Italia, profondamente influenzata dalle varie ondate di immigranti indoeuropei. Nelle prime società dei Latini il nomadismo era un costume legato all’usanza di mandar via i giovani maschi per far sì che essi provvedessero a conquistare nuove terre piø lontane da quelle di origine, come segno di iniziazione al mondo adulto, similmente alla famosa ver sacruum sabina. Durante il periodo di massima espansione dell’impero romano, si ebbero ripetute migrazioni, consistenti in gran parte in trasferimenti di amministratori e soldati ai confini del regno, a scopo difensivo, di governo e di conquista. Gli spostamenti piø ingenti riguardarono i primi cristiani perseguitati, tant'è che diminuirono solo con l'editto di Costantino nel IV sec. d.C. Il crollo della potenza romana fu accelerato dalla mobilità di tribø e popolazioni nordiche, che per i loro reiterati tentativi di invasione provocarono migrazioni di altre popolazioni di origine germanica verso la penisola iberica e le isole britanniche. Le invasioni barbariche furono intense e violente nel periodo dall'820 all'850 d.C., mentre le coste mediterranee dell'Europa furono assaltate da gruppi musulmani. Esse diminuirono significativamente solo un secolo dopo. Il periodo che va dal IV sino al VII secolo d.C. è stato denominato delle Migrazioni delle Nazioni, perchØ si ritiene che le correnti migratorie formatesi durante questo tempo siano stati fondamentali per la definizione dell'identità delle nazioni europee. Nell'Alto Medioevo prevalsero spostamenti di tipo economico, perchØ molti mercanti, soprattutto italiani, intensificarono le relazioni commerciali in tutta Europa, specialmente nell'area centrale. La popolazione europea fu tendenzialmente stabile, dato che le realtà territoriali iniziarono a modificarsi dal punto di vista amministrativo ed economico, con la nascita dei comuni, delle corporazioni e di nuovi mestieri che affiancavano l'agricoltura. Questo scenario iniziò a cambiare verso il 1300, quando vi furono afflussi di persone verso i centri urbani piø sviluppati, in cerca di lavoro o per la possibilità di realizzare scambi piø proficui. Trecento e Quattrocento furono tempi in cui si verificarono numerosi abbandoni di terre e di villaggi rurali e di zone montane, documentati anche dai registri parrocchiali, e chi si muoveva verso la città erano soprattutto contadini che non potevano piø continuare l'attività agricola o di allevamento, sia per i prezzi del grano troppo bassi,
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Immigrazione: aspetti economici e sociali

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Informazioni tesi

  Autore: Elvira Ciociano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Gianluigi Coppola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 201

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