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Il Friuli Venezia Giulia e l’attuazione della normativa dell’UE in tema di accoglienza ed integrazione dei migranti, alla luce della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni

Estratto della Tesi di Daiana Puller

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11 cooperazione fra Stati che dà luogo alla creazione della Zona Schengen 14 , all’interno della quale sono eliminate sia le formalità sia i controlli all’ingresso e sono stabilite regole comuni nel settore dei controlli delle frontiere esterne e dei visti di breve periodo, data la previsione di un unico confine esterno da parte degli Stati firmatari del Trattato di Schengen del 1985, implementato cinque anni dopo e in pieno vigore dal 1995. In aggiunta, il Sistema Schengen va a regolare anche alcuni aspetti che riguardano l’immigrazione irregolare, la responsabilità degli Stati per la presa in carico delle domande di asilo e la cooperazione fra forze di polizia per il controllo e il diniego di accesso agli individui non graditi perché nominati all’interno del Sistema Informativo Schengen (SIS). Sulla base della comune soggezione agli obblighi internazionali, specialmente alla Convenzione di Ginevra del 1951 15 , alcuni Stati propongono, così, di dare alla divenuta Unione Europea, in seguito al Trattato di Maastricht del 1992, più responsabilità nell’ambito della politica dell’immigrazione, anche in termini di asilo 16 , sulla scia delle previsioni del Sistema 14 Inizialmente l’Accordo di Schengen, di natura internazionale, del 1985, conta solo cinque Stati membri dell’UE fra i suoi firmatari, i quali si propongono di abolire gradualmente le frontiere interne per creare un unico confine comune (art.2). All’interno di questa zona è garantita la libertà di movimento dei cittadini, sulla scia della libertà di movimento delle merci, dei capitali e dei servizi garantita dalla creazione del mercato unico. Gli Stati aderenti sotto il vigore del Trattato di Amsterdam del 1999, finiscono per ricomprendere tutti gli Stati membri, ad esclusione della Gran Bretagna e dell’Irlanda, e due Stati terzi all’Unione: Islanda e Norvegia. L’accordo si sviluppa nei suoi contenuti con la Convenzione di Schengen del 1990 e con una serie di ulteriori misure di implementazione, ossia le regole atte a fronteggiare l’immigrazione irregolare, le regole per la cooperazione fra gli Stati nelle materie di polizia e giustizia e le disposizioni per un sistema integrato di controllo dei cittadini di Stati terzi in entrata. R. ZAIOTTI, Cultures of Border Control: Schengen and the Evolution of European Frontiers, Chicago, Chicago University Press, 2011, pp. 159 e ss., rileva come «Schengen countries operate a common visa policy, share databases (Schengen Information System and Visa Information System) that permit them to control more efficiently the migrants who want to cross the borders». 15 L. LEGOUX, Changements et permanences dans la protection des réfugiès,, in Revue europèenne des migrations internationales, 25.09.08 disponibile online: http://remi.revues.org/961 (ultimo accesso: 01.09.17), esprime come «l’asile […] est politique (porque) il ne protége pas la vie humaine en gènéral mais a liberté, et plus précisemént la liberté de ne pas être persécuté pour des raisons d’appartenance à une race, une nationalité, une religion, un groupe social, ou pour ses opinions politiques». 16 R. FAURE, M. GAVAS, A. KNOLL, Challenges to a Comprehensive EU Migration and Asylum Policy, Maastricht, European Centre for Development Policy Management, 2015, p. 9, disponibile online: http://ecdpm.org/publications/challenges-comprehensive-eu-migration-asylum-policy/. M. MACCIARELLI in La gestione dei flussi migratori tra esigenze di ordine pubblico sicurezza interna ed integrazione europea, a cura di A. Di Stasi, L. Kalb, Napoli, Editoriale scientifica, 2013, p. 273 e ss. Gli autori sottolineano come la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, stipulata a Roma il 4 novembre 1950, non menzionasse il diritto d’asilo, rendendo così difficile per gli Stati assumere delle linee comuni. La Convenzione applicativa del 1990, oltre a concretizzare l’Accordo di Schengen, affronta anche questo problema, disponendo l’obbligo per gli Stati di esaminare le domande di asilo, ad eccezione di casi di allontanamento e respingimento legittimi secondo il diritto nazionale e gli obblighi internazionali (art. 29). Ogni domanda di riconoscimento dello status di rifugiato viene così associata ad uno Stato competente a prenderla in carico e ad esaminarla.
Estratto dalla tesi: Il Friuli Venezia Giulia e l’attuazione della normativa dell’UE in tema di accoglienza ed integrazione dei migranti, alla luce della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni

Informazioni tesi

  Autore: Daiana Puller
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberta Fabbricotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 285

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Parole chiave

immigrazione
integrazione
accoglienza
friuli venezia giulia
asilo
protezione internazionale
rimpatri
legge regionale 09 dicembre 2015, n° 31, fvg
decreto legge minniti
accoglienza diffusa

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