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L’astensionismo in Italia: chi sono i cittadini del non voto

Estratto della Tesi di Alida Spurio

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15 «incostituzionale», anzi «incostituzionalissimo», «antidemocratico», «inquinante», «una truffa», «un caso di ubriachezza politica molesta» (Archivio Repubblica, 2011). Fu il primo caso eclatante di invito all’astensionismo con la ormai celebre affermazione: “Andate al mare”. Questo invito si rivelò di lì a poco «il più fragoroso boomerang della storia elettorale italiana». (ibidem) L’invito esplicito da parte del corpo politico a disertare il voto provocò urne deserte e, negli anni, questo atteggiamento finì per ritorcersi contro la classe politica stessa. Alla luce di quanto affermato, si comprende perfettamente il perché la letteratura ha spesso paragonato questa disaffezione politica ad una “malattia” propria soprattutto delle nuove generazioni che mostrano un maggiore disinteresse verso tematiche politiche se non addirittura un atteggiamento di vera e propria “apertura e comprensione” nei riguardi dell’astensionismo (Fruncillo, 2004, p.103), essendo abituati a formare la propria inclinazione politica in un contesto che incentiva ciò. Le fasce giovanili, nel tempo, sono diventate il vero “tallone d’Achille” poiché l’esercizio del voto era, da questi, percepito come un diritto automaticamente acquisito, dimenticando il faticoso percorso affrontato, per la sua conquista, da parte dei nostri “padri”. Quindi sempre citando le parole di Agosta, probabilmente più che un diritto era concepito come una facoltà di cui poter liberamente decidere se avvalersi o meno. Questo può essere spiegato, in parte, anche in luce ai processi di boom economico che hanno investito gli anni del dopo guerra e che hanno, conseguentemente incentivato il dar per scontato, da parte dei figli degli “uomini della guerra”, l’avere per nascita determinati diritti e libertà, tra i quali anche il diritto di voto, percepito come un «dono lasciato in eredità» (Fruncillo, 2004: p.107). Ciò nonostante, si può affermare che, pur essendo presenti primi accenni di disinteresse partecipativo alla politica, l’Italia degli anni Novanta e dei primi anni Duemila può ancora considerarsi un Paese, che più di ogni altro, considera il diritto al voto un dovere civico e quindi come qualcosa che deve esser fatto, anche per semplice questione morale. Fu solamente con l’ingresso dell’Italia nell’eurozona, a cui seguirono innumerevoli cambiamenti politici sociali ed economici, che questa percezione venne meno. Come conseguenza a questo scenario, l’elettore scelse progressivamente di astenersi, mostrando, così, un sentimento di protesta contro il sistema politico e, più nello specifico, contro la linea politica
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L’astensionismo in Italia: chi sono i cittadini del non voto

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Informazioni tesi

  Autore: Alida Spurio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politiche e Governo- Comunicazione e Nuovi Media
  Relatore: Roberto D'Alimonte
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

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analisi
astensionismo
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politica italiana
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