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Design e Alzheimer. Raccolta e analisi di casi studio

Estratto della Tesi di Stefania Lorenzini

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65 7.5.3 Colore Nel corso della storia dell’uomo il colore ha sempre assunto un ruolo fondamentale: come segnale, codice, strumento, simbolo ed anche oggi ha una posizione sempre più trasversale perché utilizzato nella maggior parte delle professioni. Il design unito alle ricerche nell’ambito della cromoterapia possono dare un’importante svolta alla qualità della vita, il colore con valenza terapeutica può aiutare anche in caso di gravi patologie, come il morbo di Alzheimer. La percezione dei colori si lega intimamente al ricordo, attraverso la stimolazione dell’apparato visivo con i colori si attiva il sistema cerebrale e si ricorda. Gli studi sul colore e sulla cromoterapia dimostrano che «un uso appropriato del colore e della luce può influire in maniera determinante sul raggiungimento di un’armonica integrazione tra sé e il contesto, dai rapporti interpersonali fino alle relazioni con gli oggetti» (Fagnoni, 2006, 129). In cromoterapia se un paziente mostra depressione, apatia, sconnessione, disinteresse, potrebbe provare benessere nell’esposizione o contatto ai colori caldi della gamma infraverde⁸, in particolare il giallo, colore della luce, per Goethe il più solare di tutti. La luce gialla è ottima per i nervi e il cervello: è uno stimolante dell’attività motoria ed un ricostituente del sistema nervoso. Un paziente nella fase aggressiva, potrebbe trarre beneficio dall’esposizione alla gamma di colori ultraverde⁹ dello spettro, poiché essi trasmettono un senso di pace, rallentano l’attività cardiaca e sono benefici nei casi di sovra-eccitazione. Il bianco invece per i malati di Alzheimer è disorientante, crea stress e affaticamento. Recenti studi della Boston University hanno dimostrato inoltre che i malati di questo morbo assumono il 24% in più di cibo e l’84% in più di bevande quando tazze e piatti non sono bianchi e pertanto stoviglie di colori vivaci sono un toccasana per chi rifiuta i pasti. Per quanto riguarda l’orientamento in un ambiente, si possono seguire strade diverse a seconda dell’approccio che si vuole adottare; una possibile strategia potrebbe essere quella di differenziare ogni stanza con un colore diverso legato alla funzione della stanza stessa. Così facendo il colore diventa uno strumento di guida per il malato e assume un valore terapeutico. Un approccio diverso potrebbe essere invece quello di accostare colori armonici in strisce verticali, così da avere una diversa policromia in ogni stanza. Un altro mezzo che può aiutare il paziente all’orientamento è la segnaletica, sfruttando colori diversi a seconda delle zone funzionali e della attività che vi si svolgono all’interno. Inoltre, grazie a questo strumento, si possono evidenziare eventuali ostacoli che potrebbero mettere a rischio la stabilità del paziente. Per questo genere ⁸ Giallo, arancione, rosso ⁹ Blu, indaco, viola
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Design e Alzheimer. Raccolta e analisi di casi studio

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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Lorenzini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Design e Comunicazione Visiva
  Relatore: Cristian Campagnaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

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