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La situazione economica delle colonie americane

Estratto della Tesi di Filippo Pierini

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7 coloniali. Questa condizione di monopolio fu introdotta grazie ad una serie di leggi sul commercio e sulla navigazione emanate dal parlamento inglese fra il 1651 e il 1673. In seguito a tali disposizioni tutti i carichi da o per le colonie dovevano essere trasportati su navi di costruzione o di proprietà inglese oppure coloniale e con equipaggio in prevalenza inglese, inoltre alcuni prodotti come il tabacco e l’indaco potevano essere esportati solo verso l’Inghilterra anche se la loro destinazione finale era un altro stato. Infine le merci europee dirette nelle colonie dovevano essere sbarcate prima in Inghilterra e poi reimbarcate. Tuttavia nonostante questi provvedimenti, le regioni coloniali non furono mai effettivamente sottoposte ad un rigido controllo imperiale poiché la distanza tra la madrepatria e le colonie era ingente ed i funzionari inglesi inviati nel Nuovo Mondo non sempre promuovevano l’interesse dell’Impero. Coloro che dovevano svolgere gli incarichi più importanti nel servizio doganale infatti restavano spesso in Inghilterra e nominavano dei sostituti, e questi ultimi, quasi sempre mal pagati, venivano spesso corrotti per fingere di non vedere le infrazioni alle leggi sul commercio. Per di più, il primo ministro britannico Sir Robert Walpole sosteneva che una severa applicazione delle leggi commerciali avrebbe portato semplicemente ad una riduzione degli acquisti dei prodotti inglesi da parte delle colonie e quindi durante la sua carica che va dal 1721 al 1742 alleggerì deliberatamente queste disposizioni. A tutto ciò bisogna aggiungere che a partire dal 1730 in seguito alla crescita economica delle colonie, alla formazione di un’elite coloniale sempre più cosciente dei suoi diritti e all’accentuarsi dei motivi di conflitto con la madrepatria, crebbero ulteriormente i punti di fuga nel sistema mercantilistico imperiale. Si crearono quindi le premesse per un nuovo rapporto tra Colonia e Impero che vide progressivamente la fine della subalternità appena descritta, con i prodotti coloniali che entrarono in competizione con quelli inglesi. E’ importante sottolineare comunque che la politica mercantilistica britannica ebbe sullo sviluppo delle colonie un effetto meno negativo di quanto si pensi, alcuni aspetti del sistema erano indubbiamente dannosi e non tutte le clausole delle leggi sul commercio e sulla navigazione potevano essere facilmente eluse. Tuttavia vi erano anche dei vantaggi relativi all’appartenenza all’Impero Britannico, in quanto i prodotti coloniali in Inghilterra avevano un mercato protetto e il parlamento concedeva numerosi sussidi, fino a 300.000 $ all’anno dopo il 1760 (Jones, 2001: 21). Quindi il sistema mercantilistico britannico non era restrittivo al punto da impedire lo sviluppo di una fiorente economia coloniale, anzi, nell’insieme possiamo affermare che fu
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La situazione economica delle colonie americane

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Informazioni tesi

  Autore: Filippo Pierini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Michelangelo Vasta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 28

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Parole chiave

reddito
situazione economica
diseguaglianza
madrepatria
colonie americane

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