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Traum(a)

Estratto della Tesi di Alessia Vaudano

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11 da affetto lo spingono a rinunciare a questa teoria che, fino a poco tempo prima, rappresentava il fondamento dell’eziologia della nevrosi e del suo trattamento. La reazione di imbarazzo e vergogna dinnanzi a questa scoperta, soprattutto nei confronti dell’ambiente scientifico, fa sì che Freud non divulghi la notizia fino al 1905 nel testo Le mie opinioni sul ruolo della sessualità nell’etiologia delle nevrosi 11 . Tuttavia, già nel capitolo relativo allo stato clinico del caso di Dora, in nota, si può leggere: “ho superato questa teoria senza abbandonarla; oggi, cioè, io non la considero erronea, ma incompiuta. Ho smesso soltanto di porre l’accento sul cosiddetto stato ipnoide che insorgerebbe nel malato in occasione del trauma e sulla cui base s’instaurerebbero i successivi accadimenti psichici abnormi” 12. In questo caso, infatti, Freud scrive che l’esperienza con il signor K. ha agito da trauma per Dora, nel senso che è stata la condizione indispensabile per l’instaurarsi dell’isteria, e che quindi, anche con l’intento dichiarato di non abbandonare la teoria traumatica, è necessario risalire fino all’infanzia per cercare le scene primarie. Nel 1905, in parallelo con i Tre saggi sulla teoria sessuale 13 , Freud pubblica appunto Le mie opinioni sul ruolo della sessualità nell’etiologia delle nevrosi, testo in cui smentisce la teoria della seduzione sessuale in favore di un’altra teoria che individua le fantasie sessuali infantili come fattore eziologico delle nevrosi. Inizialmente, Freud propone un breve excursus storico sull’eziologia e sulla diagnosi differenziale delle nevrosi che aveva scoperto negli anni 1895 e 1896; poi distingue nuovamente le nevrosi comuni, la cui causa è da ricercare nel presente, dalle psiconevrosi, la cui causa si ritrova invece nell’infanzia; infine, approda alla correzione della sua stessa tesi sul trauma sessuale. In particolare, in quei primi anni, non era stato tanto in grado di differenziare le illusioni mnestiche sull’infanzia dalla rievocazione dei fatti reali, ma negli anni a venire, avendo maturato una maggiore esperienza clinica, si accorge che, spesso, i ricordi rievocati non sono altro che fantasie di seduzione intervenute in difesa dal ricordo della masturbazione sessuale infantile. È chiaro che ne consegue, per Freud, un venir meno di quel “traumatico” che gli sembrava caratteristico di quell’esperienze sessuali infantili, la cui attività resta però a fondamento della vita sessuale dell’adulto. Tali fantasie, comunque, sembrerebbero costruzioni sui ricordi di infanzia prodottesi durante la pubertà, che spesso si trasformano direttamente in sintomi. Così, Freud non parla più di traumi sessuali infantili, bensì di “infantilismo della sessualità”: in linea con quanto esposto nei Tre saggi sulla teoria sessuale, l’organizzazione sessuale costituzionale del bambino è perversa polimorfa e, poiché è da questa che deriva la funzione sessuale adulta, ciò che conta è la reazione che l’individuo ha avuto rispetto alle esperienze sessuali infantili, ovvero se ha 11 S. Freud, Le mie opinioni sul ruolo della sessualità nell’etiologia delle nevrosi (1905), in Opere. Vol. 5, Bollati Boringhieri, Torino 1976. 12 S. Freud, Frammento di un’analisi d’isteria (Caso clinico di Dora) (1901), in Opere. Vol. 4, Bollati Boringhieri, Torino 1970, p. 321. 13 S. Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), in Opere. Vol. 4, Bollati Boringhieri, Torino 1970.
Estratto dalla tesi: Traum(a)

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Vaudano
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Psicoterapia
Anno: 2018
Docente/Relatore: Paola Bolgiani
Istituito da: Istituto Psicoanalitico di Orientamento Lacaniano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

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