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Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione

Estratto della Tesi di Francesco Elia

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Capitolo II <> (A. Despuig) 9 . 2. Il terremoto del 1783 L'evento sismico si manifestò in tutta la sua furia a partire dal 5 febbraio 1783 ma non fu che l'inizio di una serie di scosse che si verificarono per molti mesi, le scosse più forti si ebbero oltre al 5 febbraio, il 6 ed il 7 dello stesso mese e successivamente l'1 ed il 28 marzo. Durante tutto il 1783 vi furono novecento quarantanove 10 scosse di cui cinque classificate come catastrofiche, trentadue come fortissime, centosettantacinque forti, duecento trentasei di media entità e cinquecentouno di poco rilievo. Le scosse del 5 e 6 febbraio colpirono i territori che si affacciano sullo Stretto di Messina, l'area occidentale dell'Aspromonte e nelle Serre. Le altre tre scosse in modo particolare la scossa del 28 marzo, si ebbero nel Vibonese, nelle Serre, nella Piana di Gioia Tauro e nella fascia di territorio dell'istmo catanzarese. Sempre a fine marzo furono interessati dalle scosse anche il crotonese e la Valle del Crati 11 . Il terremoto pone la Calabria e tutto il Mediterraneo al centro dell’attenzione, come scrisse anche lo stesso Placanica si trattò di uno <>. La Calabria quindi non fu più vista soltanto come luogo ameno. L'antica Magna Grecia perse quel suo paradisiaco splendore diventando una terra devastata, sventrata nella sua bellezza. D'improvviso, la Calabria quasi sconosciuta divenne oggetto di studio per i maggiori Dotti dell'epoca. Nella magnificente opera Istoria de fenomeni del tremoto ci viene presentata una Regione in ginocchio e tale evento non fece che amplificare le sue già molteplici criticità. << V erso l'ora una d'Italia 12 , si senti in Messina, in Reggio e per tutta la Piana di Calabria [...] un cupo rimbombo sotterraneo, che crebbe gradatamente imitando lo sparo di molti cannoni: consecutivamente la terra si scuoté per due minuti in circa vari sensi con una violenza incredibile di tal modo, che gli abitanti di quei luoghi, che si trovarono in piedi caddero di faccia a terra. [...] Cessato il tremore, seguì un fragore sotterraneo che durò un altro minuto>> 13 . Le scosse più violenti verificatesi durante il 1783 furono di magnitudo 7, stando a degli studi condotti dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: << gli effetti più impressionanti riguardarono i terreni: ci furono frane, crolli, scivolamenti e distacchi di vaste porzioni di terra e fenomeni di liquefazione>>. <> 14 . Interessante è notare come i racconti dei Reali accademici si basino per lo più sull'osservazione, con l'obiettivo di restituire un'immagine al quanto più fedele della 9 Conte spagnolo, Rettore dell'Università di Palma di Maiorca, Uditore della Sacra Rota, Arcivescovo di V alenza e di Siviglia, nominato successivamente Cardinale da Pio VII nel 1803, per il suo attaccamento al Pontefice fu inviso a Napoleone che lo confinò a Parigi. 10 Giornale tremuotico del Pignataro 11 Come si evince dalla mappa proposta ad inizio capitolo che indica i principali epicentri del macrosismo. 12 Nei secoli passati nel Regno di Napoli per definire l'ora del giorno si usava come riferimento la durata delle ore di luce, l'ultima ora era quindi quella in cui tramontava il sole, ossia le ventiquattro. Tale metodo era definito d'Italia e com'è facile immaginare si tratta di un metodo "ballerino" in quanto strettamente legato alla variabilità delle ore di luce e di buio. Il 5 febbraio 1783 le ventiquattro erano scattate intorno alle 17.30 (UT+1) se si contano 19 ore, stando al racconto di Antonio Grimaldi nella Descrizione, si arriva all'una meno un quarto. 13 A. Grimaldi, Descrizione de' fenomeni de' tremuoti avvenuti nelle Calabrie nel 1783. 1784 14 Palermi e Cimino, Nelle Città della morte, Floritta, Milano 1909 11
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Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Elia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Giuseppe Gangemi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

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