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Il governo di Lamberto Dini (1995-1996). L'anello tecnico tra le due repubbliche

Estratto della Tesi di Michelangelo Morelli

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10 1.1.3 I referendum del ’93 e il Mattarellum In questo clima d’incertezze e aspettative si svolsero i referendum abrogativi del 18-19 aprile 1993: al pubblico venivano sottoposti ben otto quesiti riguardanti le competenze della USL, la liberalizzazione della droga, il finanziamento dei partiti, le casse di risparmio, le partecipazioni statali, la legge elettorale per il Senato e l’abolizione dei ministeri dell’Agricoltura, Turismo e Spettacolo. L’attenzione del pubblico e dei media si concentrò però sulla riforma della legge elettorale del Senato, che proponeva l’abrogazione di parte del testo del 1948 in favore di un sistema maggioritario. La legge elettorale era già stata oggetto di un altro referendum nel 1991, che decretò la diminuzione dei voti di preferenza per i candidati della lista di partito alla Camera da tre a uno. Secondo i sostenitori del referendum la preferenza elettorale, introdotta per temperare il potere dei leader di partito attraverso la scelta dei candidati in liste bloccate, si era trasformata negli anni in uno strumento fondamentale nella costruzione di pratiche corruttive e di clientele da parte di candidati, parlamentari e lobbies 12 . Il quesito della tornata referendaria del 1993 proseguì sulla stessa strada: su una partecipazione totale del 77,1% più dell’80% si espresse a favore del maggioritario, mentre addirittura il 90% si pronunciava contro il finanziamento dei partiti. La consultazione fu una delle prime reazioni dell’elettorato agli scandali di Tangentopoli, ma la classe politica di allora, rinnovata nelle elezioni del 1992, non seppe o non volle concretizzare pienamente la volontà popolare. Nel corso dell’estate 1993 i due rami del Parlamento approvarono una nuova legge elettorale, denominata Mattarellum in onore del suo relatore, il democristiano Sergio Mattarella, formulata però in modo tale da rispettare solo parzialmente il risultato della tornata referendaria. La nuova normativa 13 presentava un assetto marcatamente maggioritario, in cui tre quarti dei seggi erano assegnati tramite collegi uninominali con formula plurality (secondo la formula first past the post), in cui ogni candidato aveva l’obbligo di collegarsi ad una lista di partito, mentre il quarto residuo era assegnato con metodo proporzionale su base circoscrizionale. L’assegnazione dei seggi tramite il proporzionale si svolgeva secondo con un meccanismo differenziato: per quest’ultimo infatti, strutturato su circoscrizioni plurinominali, l’elettore della Camera votava su una scheda separata in cui doveva indicare una lista di partito presente nella circoscrizione. Se i partiti superavano la soglia di sbarramento (nazionale) del 4% potevano accedere al riparto dei seggi sulla base del collegio unico nazionale. Per l’elezione al Senato invece non vi era alcuna scheda separata o soglia di sbarramento, e la ripartizione proporzionale consisteva nel recupero dei migliori perdenti dei vari collegi uninominali (quindi su base regionale) e il 12 Colomer J.M (a cura di), La politica in Europa, op.cit., p.248 13 Per la ricostruzione dei punti salienti della legge elettorale maggioritaria vedi Brand J., Mackie T., Le elezioni del 1994 in Ignazi P., Katz R.S., Politica in Italia. I fatti dell’anno e le interpretazioni. Edizione 1995, Il Mulino, Bologna, 1995, pp. 126-127
Estratto dalla tesi: Il governo di Lamberto Dini (1995-1996). L'anello tecnico tra le due repubbliche

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Il governo di Lamberto Dini (1995-1996). L'anello tecnico tra le due repubbliche

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Informazioni tesi

  Autore: Michelangelo Morelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Beni Culturali
  Corso: Storia
  Relatore: Francesca Sofia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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