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La costruzione impari del genere 'donna' attraverso la performatività delle immagini: modelli e stereotipi nel mondo televisivo italiano

Estratto della Tesi di Francesca Flori

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8 narrare la storia della regina Maria Antonietta ispirata alla biografia di Stefan Zweig del 1932, dove la protagonista era appunto Maria Antonietta e non certo lady Oscar. Siamo però negli anni Settanta e l'ondata rivoluzionaria che investe le sfere occidentali del mondo arriva sicuramente anche in Giappone dove il giovane pubblico a cui era destinato il manga (questo tipo di manga si annovera nel genere shoujo, un genere destinato principalmente alle ragazze, caratterizzato dai toni romantici e sentimentali), catalizza la propria attenzione sul capitano Oscar, tanto da farlo diventare poi nella serie televisiva il/la protagonista dell'anime. Le vicende narrate dall'autrice, studentessa di filosofia e appassionata di lingua francese, erano infatti tutte incentrate sulla narrazione storica inerente ai fatti che portarono allo scoppio della Rivoluzione francese e lady Oscar doveva essere solo un personaggio funzionale a commentare le vicende di corte. Infatti, lady Oscar non è un personaggio realmente esistito, ma leggendo la biografia su Maria Antonietta di S. Zweig si trovano pettegolezzi a riguardo della sua presunta omosessualità, o meglio del suo aver intrattenuto rapporti con altre donne; questo molto probabilmente ha suscitato la fantasia di R. Ikeda che ha creato il personaggio di Lady Oscar del tutto inconsapevole del successo che avrebbe riscosso. Un successo che portò la casa editrice ad incitare la scrittrice a concentrarsi più sulla ragazza con l'uniforme che sul resto della storia, lo si intende bene soprattutto alla fine del manga quando, morta Oscar, c'è un avvicendarsi frettoloso degli eventi storici e una perdita di interesse da parte dei lettori. Subito il manga diventa un successo, Oscar un mito, viene riprodotta in bambola, in Barbie, in piccole statue e prima di passare alla sua realizzazione in anime (ci vorranno degli anni), diventa un musical. Sotto l'autorizzazione di R. Ikeda il musical viene prodotto da una compagnia teatrale particolare, quella del teatro di Takarazuka, situato vicino ad Osaka, una compagnia nata nel 1914 e composta di sole donne opposta al teatro tradizionale giapponese Kabuki che invece è composto di soli uomini. Non a caso R. Ikeda decide di affidare la sceneggiatura alle mani di queste artiste che dal 1974 mettono in scena la storia facendola diventare il dramma musicale più conosciuto della compagnia che registra ad ogni spettacolo il tutto esaurito. L'ultima rappresentazione è avvenuta nel 2006 rivelandosi anche questa volta un enorme successo.
Estratto dalla tesi: La costruzione impari del genere 'donna' attraverso la performatività delle immagini: modelli e stereotipi nel mondo televisivo italiano

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La costruzione impari del genere 'donna' attraverso la performatività delle immagini: modelli e stereotipi nel mondo televisivo italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Flori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Pro.Ge.AS - Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell’Arte e dello Spettacolo
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Silvia Lelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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Parole chiave

lady oscar
televisione italiana
donne e pubblicità
antropologia di genere
genere donna
anime e animazione anni ottanta
scambio sessuo-economico
dal sesso al genre
libertà femminile
tv e femminismo nell era di berlusconi

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