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L'insider trading dalle origini statunitensi alla disciplina comunitaria e italiana: la sistematica punitiva

Estratto della Tesi di Jacopo Cresto-Dina

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Estratto dalla tesi: L'insider trading dalle origini statunitensi alla disciplina comunitaria e italiana: la sistematica punitiva
18 
 
§ 5. I primi interventi legislativi negli Usa: il caso Strong v. Repide e il 
superamento della majority rule 
 
 Prima dell’entrata in vigore del Securities Act del 1933 ed il Securities Exchange 
Act del 1934, i principi di common law non contemplavano alcun divieto per le 
operazioni effettuate, sulla base di informazioni privilegiate, sui titoli della propria 
società. Nonostante questa lacuna, si prevedeva una responsabilità dell’insider nei 
casi in cui le attività di sfruttamento di inside information fossero state realizzate con 
fraud o con misrepresentation.
36
 Così, la presenza di dichiarazioni fuorvianti nella fase 
delle trattative permetteva di provare la sussistenza di fraud o misrepresentation e 
quindi di configurare una responsabilità nei confronti dell’insider. 
 Il problema nasceva nell’ipotesi in cui mancassero le dichiarazioni: il 
comportamento meramente omissivo tenuto dall’insider, che si limitava a non 
dichiarare alcunché, non poteva infatti costituire il fondamento di una 
responsabilità da inganno.
37
 Di conseguenza, solo nel caso in cui si potesse 
ipotizzare un determinato obbligo di disclosure, sin dalle prime fase delle trattative, 
era possibile far sorgere in capo all’insider la fraud o la misrepresentation attraverso la 
prova del comportamento sleale. Questo specifico dovere fiduciario di 
divulgazione, proprio per contrastare l’insider trading, fu imposto nel rapporto tra 
dirigenti e società.
38
 
Tuttavia, risultò difficile stabilire le figure di vertice legate da tale rapporto 
fiduciario e, soprattutto, l’individuazione dei soggetti con cui i dirigenti 
intrattenessero tali rapporti. Si crearono, così, due orientamenti giurisprudenziali 
che ammettevano la responsabilità in presenza di un rapporto fiduciario.  
 
36
 Ivi, p. 5, Quest’ultimo termine indica la falsa dichiarazione che viene resa da una delle parti 
di un contratto per indurre l’altra a sottoscriverlo. Essa rientra tra i precontractual statements e può 
essere fraudolenta o meno a seconda che vi sia o non vi sia consapevolezza della falsità. In 
entrambi i casi si può ottenere la rescission, ossia l’annullamento extragiudiziale retroattivo, 
tipico del diritto anglosassone, alla quale, nel primo caso, poiché si è dinanzi ad un tort, si 
affianca la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni. 
37
 S. SEMINARA, Insider trading e diritto penale, Milano, 1989, p. 94 
38
 P. L. CARBONE, op. cit., p. 6

Estratto dalla tesi:

L'insider trading dalle origini statunitensi alla disciplina comunitaria e italiana: la sistematica punitiva

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Informazioni tesi

  Autore: Jacopo Cresto-Dina
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alessandra  Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

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Parole chiave

ne bis in idem
insider trading
doppio binario
abuso di informazioni privilegiate
regolamento 596/2014
d.lgs. 107/2018
direttiva 57/2014

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