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La Mediazione nei conflitti familiari

Estratto della Tesi di Ivan Demuru

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Estratto dalla tesi: La Mediazione nei conflitti familiari
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rinnovamento ed al cambiamento. Non è un evento necessariamente patologico della relazione 
bensì fisiologico che può apportare crescita personale interiore
26
. La cultura del buon senso ha 
sempre considerato la pace antitetica al conflitto ma spesso l’opposizione e la guerra sono 
fondate nel tentativo di ripristinare la pace e il raggiungimento di un accordo. La spiegazione di 
ciò è data dal tentativo di passar dal disordine all’ordine, nella capacità di stare dentro al 
conflitto, di viverlo e riconoscerlo come un momento e un’opportunità di crescita. Il problema, 
quindi, non è la presenza della controversia, ma come questa viene gestita; se i conflitti vengono 
gestiti in modo cooperativo, le relazioni possono uscirne migliorate e rafforzate
27
. 
 Il conflitto è vissuto nonché valutato come una risorsa, quando si individuano adeguati 
metodi di gestione, come la mediazione, che favoriscono la cooperazione e la condivisione, e 
permettono il rafforzamento e il miglioramento dei rapporti interpersonali. II conflitto è insito 
nell’uomo ed è per questo che, anche nelle società odierne, sono state promosse, oltre all’ambito 
legale, altre modalità di gestione del contenzioso, come la mediazione. 
  La gestione del conflitto mediante la mediazione permette ai confliggenti di vivere 
personalmente il processo di cambiamento; inevitabilmente i mediati sapranno cogliere e fare 
proprio l’esito che la mediazione si prefigge, ossia la crescita personale. 
  La parola mediazione significa “stare nel mezzo”, una parola che con l’evolversi della 
modernità ha assunto sempre di più il significato di “intervento destinato a conciliare le due parti 
in conflitto”. Lo “stare nel mezzo” è lo strumento migliore per capire ciò che ha generato il 
conflitto e quali siano i veri interessi delle parti
28
. La mediazione, appunto, è stata definita come 
un percorso collaborativo di risoluzione del conflitto, in cui le parti sono assistite da un terzo, il 
mediatore, che le aiuta a comunicare e a cercare insieme nuove soluzioni ai problemi in 
questione. Castelli definisce la mediazione come: 
 
“un processo attraverso il quale  due o più parti si rivolgono liberamente ad un terzo neutrale, il 
mediatore, per ridurre gli effetti indesiderabili di un grave conflitto. La mediazione mira a ristabilire 
il dialogo tra le parti per poter raggiungere un obbiettivo concreto: la realizzazione di un progetto di 
riorganizzazione delle relazioni che risulti il più possibile soddisfacente per tutti. L’obbiettivo finale 
della mediazione si realizza una volta che le parti si siano creativamente riappropriate, 
                                                           
 
26
 Cosi G., Foddai M. A., Lo spazio della mediazione:conflitto di diritti e confronto di interessi, 
Giuffrè, Milano, 2003, p. 9. 
27
 Parkinson L., La mediazione familiare – Modelli e strategie operative, Erickson, Trento, 2003, p. 
26. 
28
 Morineau J., Lo spirito della mediazione, cit., p. 20.

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La Mediazione nei conflitti familiari

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Informazioni tesi

  Autore: Ivan Demuru
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Elisabetta Mazzoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

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Parole chiave

diritto
mediazione
familiare
modello umanistico
mediazione sociale
spazio alle emozioni
imparzialità equivicina
teorie conflittualiste
modello transattivo-negoziale
giustizia ripartiva

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