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L'arbitrato obbligatorio secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare

Estratto della Tesi di Nicola Berto

Estratto dalla tesi: L'arbitrato obbligatorio secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare
21	
articoli frutto di compromessi, intrinsecamente ambigui e che possono dare adito 
a dispute sulla loro interpretazione. 
Un meccanismo per la composizione delle controversie rappresenta quindi il 
collante che tiene la Convenzione, d’altronde come il Presidente della Conferenza 
Amerasinghe, rimarca in un suo memorandum:  
 
Effective dispute settlement would also be the guarantee that the substance and 
intention within the legislative language of the convention will be interpreted both 
consistently and equitably.
 8
 
 
Fin dalle primissime sessioni emerge chiaramente come nell’interpretazione 
o nell’applicazione degli articoli che si stanno elaborando, potessero sorgere delle 
dispute. Divergenze potrebbero sorgere relativamente agli accresciuti poteri e 
diritti che lo Stato costiero rivendicherà nei confronti degli altri Paesi interessati 
alle zone di mare dichiarate parte della giurisdizione nazionale.
9
  Oppure in merito 
ai poteri e alle responsabilità della nuova Autorità internazionale dei fondali 
marini
10
 nel relazionarsi con entità pubbliche o private coinvolte nello 
svolgimento di attività nell’Area
11
 dei fondali marini e nel relativo sottosuolo, al 
di là dei limiti delle giurisdizioni nazionali.
12
 Controversie potrebbero altresì 
scaturire, non solo dagli usi nuovi o tradizionali dell’ambiente marino, ma da 
																																								 																
	
8
 HAMILTON SHIRLEY AMERASINGHE, Para. 6, in doc: A/CONF.62/WP.9/ADD.1, 
Memorandum by the President of the Conference on document A/CONF.62/WP.9, in Third United 
Nations Conference on the Law of the Sea, Official Records Vol. V, 31 March 1976. 
9
 ROSEMARY RAYFUSE, The future of compulsory dispute settlement under the Law of the Sea 
Convention, in Victoria University of Wellington Law Review Journal 36, New Zeland, 2005, pp. 
683-711. 
10
 Ai sensi della parte XI quarta sezione dell’UNCLOS comprendente gli articoli dal 156 al 169 è 
istituita l'Autorità internazionale dei fondali marini. È composta da un'Assemblea (formata dai 
rappresentanti di tutti gli Stati che aderiscono alla Convenzione), da un Consiglio (formato da 36 
rappresentanti degli Stati ed eletti dall'Assemblea), e da un organo operativo, l'Impresa per i fondi 
marini internazionali, il quale esercita direttamente le attività di esplorazione e di sfruttamento 
delle risorse naturali; tali attività possono essere svolte anche da uno Stato parte della 
Convenzione, da imprese statali o altre persone fisiche o giuridiche aventi la nazionalità di uno 
Stato parte, purché autorizzati dall'Autorità. 
11
 Ai sensi dell’articolo 1 dell’UNCLOS per «Area» si intende il fondo del mare, il fondo degli 
oceani e il relativo sottosuolo, al di là dei limiti della giurisdizione nazionale. 
12
 THOMAS A. MENSAH, The Dispute Settlement Regime of the 1982 United Nations 
Convention on the Law of the Sea, in Max Planck Yearbook of United Nations Law, 1997, pp. 307-
323.

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L'arbitrato obbligatorio secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare

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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Berto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali
  Corso: Politica Internazionale e Diplomazia
  Relatore: Alessandra Pietrobon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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