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La Resistenza Etiope. Dalla caduta alla riconquista di Addis Abeba (1935-41)

Estratto della Tesi di Francesco Angelucci

Estratto dalla tesi: La Resistenza Etiope. Dalla caduta alla riconquista di Addis Abeba (1935-41)
12 
 
l’appello a un arbitrato della Società delle Nazioni subito rivolto da Haile Selassie I. 
L’Italia intanto finisce i preparativi per l’invasione assicurandosi il non intervento di 
francesi e inglesi, inclini ad accontentare le mire del potenziale alleato italiano quando 
in Europa l’ascesa di Hitler minaccia la revisione dell’ordine uscito da Versailles. I 
tentativi di queste potenze di salvare una parvenza di legalità saranno del tutto ignorati 
dall’Italia che procederà nei suoi progetti bellici, fra l’indignazione dell’opinione 
pubblica globale e determinando  un afflusso di avventurieri di varia estrazione in  
Etiopia, pronti a mettersi al servizio dell’esercito che il negus sta chiamando a raccolta 
per la difesa dei propri confini
18
. 
Appellandosi  alla necessità italiana di avere anch’essa “un po’di posto al sole”
19
, il 3 
ottobre 1935 comincia l’occupazione dell’Etiopia guidata dal generale De Bono, 
nominato  Comandante in capo di tutte le forze dell’Africa orientale, in Eritrea, mentre 
al generale Graziani è lasciato il fronte somalo, il tutto senza dichiarazioni di guerra in 
segno di disprezzo per l’avversario. L’offensiva si avvale di un impiego massiccio di 
risorse con un esercito di oltre mezzo milione di uomini e “la maggiore (forza aerea) 
mai messa in campo fino a quel momento”
20
 aveva facile gioco contro le forze del 
negus, mentre arrivava da Roma il permesso di utilizzare anche gli aggressivi chimici, 
che pure l’Italia aveva ufficialmente condannato aderendo agli accordi di Ginevra del 
1925
21
. L’esercito negussita, pur numeroso ma male armato e poco addestrato, non può 
competere contro una tale macchina bellica, e infatti De Bono riusciva a prendere Adua 
il 6 ottobre, poi Axum il 15 ed il mese successivo entrarono a Macallè. Nonostante i 
successi ottenuti il neonominato maresciallo d’Italia, Emilio De Bono veniva sostituito 
in dicembre dal maresciallo Badoglio a causa del suo avanzare troppo cauto per le 
necessità del regime. Nello stesso mese l’offensiva lanciata dalle forze dei ras Sejum, 
Kassa, Mulugueta e Immirù riscuoteva alcuni successi militari; in particolare le forze di 
ras Sejum dalla regione del Tigray spingevano direttamente verso l’Eritrea, coltivando 
l’ambizioso piano di dividere le forze italiane. Ma dopo lo spiazzamento iniziale le 
forze italiane, forti anche dell’uso dell’aviazione e dei gas, riuscivano a bloccare 
l’offensiva sconfiggendo le armate dei ras Kassa e Sejum in due scontri sul Tembien e 
l’armata di ras Mulugueta nella battaglia dell’Amba Aradam fra il gennaio e il febbraio 
                                                 
18
 E. Waugh, Quando viaggiare era un piacere. Una guerra, 1935, Milano, ed. Adelphi, 1996, pp. 362 e ss. 
19
 Del Boca, cit., p.392 
20
 Bottoni, cit., pp. 106-107; 189 - 207 
21
 Bottoni, cit., p.92; A. Del Boca, I gas di Mussolini, Roma, 1996

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La Resistenza Etiope. Dalla caduta alla riconquista di Addis Abeba (1935-41)

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Angelucci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Alessandro Volterra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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