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Suonare insieme: sincronizzazione, rispecchiamento ed empatia

Estratto della Tesi di Nives Balestra

Estratto dalla tesi: Suonare insieme: sincronizzazione, rispecchiamento ed empatia
Questo sincronizzarsi non esattamente sulla posizione bassa della bacchetta, ma 
piuttosto sulla sua successiva risalita verso l'alto, rispecchia la tendenza dei musicisti a 
ritardare rispetto al gesto del direttore. Non è ancora chiaro a cosa sia dovuto tale 
ritardo, ma si è notato che esso è presente in situazioni d'insieme (che rispecchiano 
maggiormente la realtà di un'orchestra sinfonica) e non in ricerche condotte in 
laboratorio dove il musicista era solo di fronte ai gesti registrati del conduttore. 
Un'ipotesi, compatibilmente a ciò che è stato detto prima, è che l'ensemble crei una 
sorta di inerzia che non si verifica nella condizione di isolamento; o meglio, che il 
suonare insieme ad altri comporta in primo luogo il sincronizzarsi con gli altri musicisti 
tramite indizi uditivi, e solo in un secondo momento con il direttore d'orchestra (indizi 
visivi).
In ogni situazione di musica d'insieme, comunque, i musicisti utilizzano sia 
informazioni di tipo uditivo che visivo. Quindi, per quanto la modalità uditiva abbia il 
sopravvento, essi si coordinano tra loro anche sfruttando gli indizi visivi dati da 
movimenti e comunicazione non verbale, soprattutto nei punti salienti del brano che 
richiedono un maggior grado di sincronizzazione, e ciò avviene sia in situazioni 
d'ensemble senza direttore, sia quando questi è presente a dirigere.
A conferma di ciò, in uno studio di Fredrickson (1994) emerge come le due 
modalità abbiano all'incirca la stessa importanza. Ad alcuni soggetti veniva chiesto di 
suonare una parte di un brano per ensemble individualmente guardando una 
videoregistrazione del direttore d'orchestra e potendo sentire l'esecuzione del resto 
dell'ensemble con delle cuffie. Dopo le prime 16 misure ai partecipanti era sottratta  o la 
videoregistrazione del direttore, o la registrazione dell'ensemble, o entrambe le cose, 
mentre nella condizione normale ciò non avveniva. Dai risultati emerge che i musicisti 
della condizione di controllo, ossia quelli che potevano contare su indizi sia uditivi che 
visivi, ottenevano le valutazioni più alte riguardo all'accuratezza dell'esecuzione, mentre 
le due condizioni di perdita degli stimoli visivi o uditivi erano valutate all'incirca allo 
stesso modo, entrambe superiori a quella della perdita completa dei due tipi di stimoli. 
Da questa ricerca sembra quindi che non si possa parlare di una grossa differenza di 
importanza tra i due tipi di stimoli, ma piuttosto della tendenza dei musicisti a basarsi 
prima su quelli uditivi e in un secondo tempo su quelli visivi.
In uno studio di Goebl e Palmer (2009), condotto in una situazione d'insieme, si 
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Estratto dalla tesi:

Suonare insieme: sincronizzazione, rispecchiamento ed empatia

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Informazioni tesi

  Autore: Nives Balestra
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Andrea Brugnolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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