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Un caso di giornalismo politico nel Triennio giacobino: ''Il Monitore Napoletano'' (1799)

Estratto della Tesi di Paola Calcagni

Estratto dalla tesi: Un caso di giornalismo politico nel Triennio giacobino: ''Il Monitore Napoletano'' (1799)
obiettivi politici, diplomatici e militari, non rivoluzionari e di propaganda. Il 
governo francese non è disposto ad appoggiare una rivoluzione destinata ad 
affermare l’indipendenza della penisola, in primo luogo perché potrebbe 
andare contro la sua stessa strategia, poi perché non crede nella maturità 
politica degli italiani. 
Mentre le armate del Reno incontrano una serie di difficoltà e sono 
costrette più volte a ripiegare, la modesta Armata d’Italia, un esercito di 
circa 40 mila soldati
23
 in gran parte demoralizzati e stanchi, armati e 
equipaggiati con poche artiglierie, assume un’importanza di primo piano 
grazie agli strepitosi successi militari di Bonaparte
24
. Una costante, che 
accompagna e caratterizza la trionfante campagna d’Italia dall’inizio alla 
fine, è il forte contrasto tra la politica messa in atto dal generale e quella 
stabilita dal governo francese. Il giovane conquistatore, man mano che le 
strabilianti vittorie gli conferiscono un prestigio sempre maggiore e 
indiscusso, inizia a respingere il programma politico del Direttorio, a 
rifiutare e a modificare gli ordini, attribuendo solo e soltanto a se stesso sia 
il diritto di dirigere le operazioni militari e di negoziare con i principi 
italiani, sia quello di decidere sul destino della penisola e sulla sua 
organizzazione statale. La strategia attuata dal grande condottiero in Italia
25 
sembra diversa, ma in realtà è perfettamente identica a quella del Direttorio. 
Bonaparte è accolto come il salvatore della patria, l’interprete dei bisogni e 
23
 Ivi, p. 27.  
24
 Nell’aprile del 1796, le vittorie di Montenotte, Millesimo e Mondovì costringono 
il re di Sardegna Vittorio Amedeo III ad accettare le dure clausole dell’armistizio di 
Cherasco, con il quale il Piemonte rimane formalmente autonomo sotto la sua legittima 
sovranità, ma è costretto a cedere Savoia e Nizza alla Repubblica francese. Il 15 maggio, 
dopo la sconfitta degli austriaci a Lodi, l’esercito francese riesce anche a entrare a 
Milano. Sono sottoscritti in seguito accordi di tregua con i duchi di Parma e di Modena e, 
tra maggio e giugno, Napoleone è in grado di entrare anche nella Repubblica veneta e 
nello Stato pontificio, occupando Bologna, Ferrara e le Legazioni. A fine giugno il 
controllo francese si estende anche su Carrara, Massa e Livorno, per arrivare poi, a 
ottobre, a inglobare anche Modena e Reggio. A. M. BANTI, Il Risorgimento italiano, cit., 
pp. 3-4.
25
 C. ZAGHI, L’Italia giacobina, cit., pp. 55-74. 
17

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Un caso di giornalismo politico nel Triennio giacobino: ''Il Monitore Napoletano'' (1799)

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Calcagni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Piero Nicola Di Girolamo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

FAQ

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