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Misure di potenza sonora e direttività di sirene bitonali: valutazione e controllo del rumore all'interno di ambulanze

Estratto della Tesi di Daniele Ruggeri

Estratto dalla tesi: Misure di potenza sonora e direttività di sirene bitonali: valutazione e controllo del rumore all'interno di ambulanze
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3.2 Fisiologia  
 
3.2.1 Propagazione del suono dal condotto esterno alla coclea 
 
Il suono è prodotto da vibrazioni analoghe a quelle che nascono dal movimento delle 
armature di un altoparlante, dalle corde di un piano o dalle corde vocali, e che determinano 
compressioni e decompressioni alternate nell’aria circostante. Tali perturbazioni si irradiano, 
allontanandosi dalla sorgente come aumento della pressione dell’aria alternate a minimi di 
rarefazione dell’aria stessa. 
La frequenza dell'onda, determina la tonalità del suono. L'orecchio umano è sensibile ad una 
gamma di frequenze acustiche che vanno da 20 a 20.000 Hz. L'ampiezza del suono è la 
massima escursione della pressione dell'aria prodotta da un suono nei due sensi ed e correlata 
con l'intensità del suono stesso. L'ampiezza delle onde di pressione viene misurata in 
decibel(dB). 
Questa scala logaritmica fu introdotta in seguito all'osservazione che la legge di Weber-
Fechner si applica all'udito. Ad uguali aumenti di livello della pressione del suono (SPL) 
corrispondono uguali incrementi soggettivi della sua intensità, indipendentemente dal valore 
assoluto del livello di pressione del suono stesso. La pressione presa come riferimento è la 
pressione sonora necessaria per rendere appena percettibile, a un soggetto normale, suoni di 
frequenza fra i 1000 e i 3000 Hz (l'uomo è particolarmente sensibile a queste frequenze). 
L'ambito sonoro entro il quale l'orecchio risponde è di circa 120 dB. Livelli di pressione oltre 
i 100 dB possono causare danni alla coclea. Il grado del danno dipende dall'intensità del 
suono, dalla sua frequenza e dalla durata dell'esposizione al suono stesso.  
I suoni che raggiungono l'orecchio viaggiano attraverso il canale uditivo esterno, o meato, e 
raggiungono l'orecchio medio dove fanno vibrare la membrana timpanica.  
Tali vibrazioni attraversano quindi l'orecchio medio convogliate da una serie di tre piccoli 
ossicini, uno dei quali, il martello, è aderente alla membrana timpanica. Le vibrazioni del 
martello vengono trasmesse ad una apertura della coclea, la così detta finestra ovale, per 
mezzo degli altri due ossicini l'incudine e la staffa (Figura 1).  
 
 
 
Fig.1 Catena degli ossicini e ingresso nella coclea 
 
Questi importanti elementi dell'orecchio medio hanno la funzione di rendere efficiente la 
trasmissione dei suoni dall'aria, nell'orecchio esterno, alla coclea, nell'orecchio interno, che è 
riempita di liquido. Se l'orecchio medio non esistesse, i suoni raggiungerebbero direttamente 
il liquido della coclea a livello della finestra ovale e la maggior parte dell'energia sonora 
verrebbe riflessa in quanto i liquidi hanno un'impedenza acustica molto maggiore di quella 
dell'aria. Di conseguenza, il livello di pressione del suono necessario per sentire diverrebbe 
molto più elevato.

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Ruggeri
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria biomedica
  Relatore: Federico Patanè
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 140

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Parole chiave

acustica
ispesl
sirene bitonali

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