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Il mercato dell’arte contemporanea e le fiere di settore: il caso MiArt

Estratto della Tesi di Alessandra Addonizio

Estratto dalla tesi: Il mercato dell’arte contemporanea e le fiere di settore: il caso MiArt
La prevalenza del modello del mercato è relativamente recente e in genere viene fatta risalire 
all’aumento della domanda di opere d’arte da parte della borghesia. 
Nello scambio bisogna tener conto della valutazione artistica ed economica dell’opera. L’elemento 
economico del bene d’arte è riassunto dal prezzo, non diversamente da quello che avviene per gli 
altri beni. In genere, per la maggior parte dei beni industriali il prezzo di offerta è legato al costo di 
produzione, mentre per le arti visive questo legame può essere più tenue. In questi casi il prezzo a 
cui viene offerto il bene riflette la sua qualità artistica, che non è legata al costo di produzione.  
Anche il prezzo che è disposto a pagare chi domanda il bene d’arte dipende dalla qualità artistica 
percepita. Spesso offerenti e acquirenti sono disinformati riguardo alla qualità artistica del bene e 
vale quindi il principio del “nobody knows” (condizione chiamata di disinformazione simmetrica), 
mentre in altri casi l’acquirente ha uno svantaggio informativo rispetto all’offerente (che viene 
definito in letteratura informazione asimmetrica). 
In alcune situazioni fortunate, i diversi agenti hanno un criterio condiviso di valutazione del merito 
artistico, e le valutazioni individuali del merito artistico di un bene risultano simili; poiché la qualità 
artistica ha un prezzo, il prezzo di un dipinto, per esempio, lievita solo dopo che è stato considerato 
importante dalla critica. Normalmente, tuttavia, non c’è convergenza di giudizio sul merito artistico 
e il legame tra questo e prezzo è labile, perché non tutte le caratteristiche del bene d’arte sono 
osservabili, misurabili o suscettibili di valutazione monetaria. Infine, sul mercato agiscono la 
soggettività delle valutazioni e le differenze di reddito individuali: diversi agenti associano a un 
bene con lo stesso merito artistico prezzi molto diversi. Per esempio, un acquirente di un dipinto, 
che guarda solo alla sua funzione di arredamento, ha una valutazione artistica bassa dell’opera, 
anche se è disposto a pagare un prezzo elevato (magari perché dispone di un alto reddito). 
1.3 Il ciclo di vita delle opere d’arte 
La possibile perdita dello status di opera d’arte e l’uscita dal mercato è un aspetto  cruciale del bene 
d’arte. La fonte di rischio maggiore per chi investe in arte sono i gusti della gente, la possibilità che 
un’opera d’arte cada di moda e perda il suo valore. 
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Il mercato dell’arte contemporanea e le fiere di settore: il caso MiArt

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Addonizio
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Shane Niall  O’Higgins
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

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Parole chiave

arte contemporanea
economia dell'arte
fiere
fiere d'arte
mercato dell'arte
miart

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