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Il lavoro in carcere: analisi normativa e realtà empirica

Estratto della Tesi di Myriam Favia

Estratto dalla tesi: Il lavoro in carcere: analisi normativa e realtà empirica
28 
 
3 La pena nella Costituzione. Dibattito sulla funzione 
rieducativa ed esame dell’articolo 27 comma III 
 
Come già accennato, la Costituzione italiana al comma terzo dell’articolo 27 
sancisce che: 
“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e 
devono tendere alla rieducazione del condannato.” 
È da questo enunciato, che peraltro rappresenta l’unico richiamo alla funzione della 
pena presente all’interno della Costituzione, che bisogna partire per ogni ulteriore 
riflessione.  
Non si può parlare dell’articolo 27 senza prima soffermarsi, seppur brevemente, sul 
modo in cui si svolsero i lavori dell’assemblea Costituente.  
La prima proposta approvata dalla Commissione dei 75
38
 il 15 Dicembre del 1947, 
che incontrò non poche resistenze e diede luogo a numerosi dibattiti, sanciva che: 
“Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato e non possono 
consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”
39
 (inizialmente, in realtà, si 
parlò di “trattamenti crudeli e disumani” che, su proposta dell’Onorevole Leone, 
divenne “trattamenti contrari al senso di umanità”) 
40
.  
                                                            
38
 Così si denomina comunemente la Commissione, formata da 75 membri scelti in proporzione alla 
consistenza dei gruppi politici rappresentati all’Assemblea costituente, alla quale fu affidato il 
compito di elaborare il progetto di Costituzione che sarà in seguito votato articolo per articolo e 
finalmente approvato dall’Assemblea 
39
 Camera dei deputati-Segretariato generale, Costituzione della Repubblica Italiana nei Lavori 
Preparatori dell’Assemblea Costituente 
40
 Il fatto che, secondo questa formulazione, fosse stato sottolineato il primato delle funzione 
rieducativa della pena non può ascriversi ad una battaglia vinta dai sostenitori della Scuola positiva. 
L’istanza rieducativa non è un portato di scuola ma il frutto di una nuova sensibilità politica; molti 
dei Costituenti avevano sperimentato le galere fasciste e la conoscenza personale dell’esperienza 
carceraria li aveva portati a voler rovesciare l’impostazione tradizionale per affermare un concetto 
di pena che tendesse alla rieducazione del condannato promuovendone la crescita e la maturazione.

Estratto dalla tesi:

Il lavoro in carcere: analisi normativa e realtà empirica

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Informazioni tesi

  Autore: Myriam Favia
  Tipo: Laurea magistrale a ciclo unico
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luigi  Pannarale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

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