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Il Piano Marshall in Francia

Estratto della Tesi di Elena Larice

Estratto dalla tesi: Il Piano Marshall in Francia
Conclusioni 
 
 
Attraverso l’analisi dei dati fin qui esposta sì è tentato di dare, per 
quanto possibile, una risposta concreta al quesito posto da numerosi 
autori sulla effettiva necessità del Piano Marshall in Francia. 
Vedremo che la tendenza a minimizzarne o negarne il ruolo avuto nella 
ripresa francese fu una diretta conseguenza della particolare modalità 
con cui fu utilizzato e che, se innegabile fu il beneficio nella 
ristrutturazione dell’apparato industriale, con il conseguente aumento 
della produzione, altrettanto innegabile fu il suo insuccesso, almeno 
nell’arco temporale dei quattro anni da esso interessati, ad assicurare 
la stabilità finanziaria, l’equilibrio della bilancia dei pagamenti, la fine 
dell’inflazione, l’aumento della qualità di vita e dell’occupazione. 
L’originalità  della situazione francese stava nel fatto che il Piano 
Monnet fu deciso prima del Piano Marshall. Ciò significò che gli 
obiettivi economici francesi erano già decisi, i settori prioritari già 
definiti e i sei programmi delle attività di base già avviati.
1
 
Gli aiuti americani si inserirono in una storia già cominciata e la loro 
influenza sull’evoluzione  economica francese fu ridotta di 
conseguenza. Scriveva in merito J.P. Rioux: “Questi dollari, che 
rappresentarono il 48% del Fondo di Modernizzazione e Sviluppo per 
quel periodo, dall’aprile 1948 al gennaio 1952, arrivarono nel momento 
critico a dare una spinta agli investimenti e alla pianificazione; inoltre il 
controllo sulla loro distribuzione era minimo e di fatto veniva affidato 
alle decisioni dei funzionari francesi.”
2
 
Fu proprio la pianificazione francese, in questa particolare congiuntura 
creata dall’aiuto americano, ad assicurare il successo degli aiuti in 
Francia. La pianificazione consentì “di acquisire una visione 
comprensiva delle prospettive dell’economia e di spingere i differenti 
settori, pubblici o privati, a lavorare in vista del medesimo orizzonte di 
sviluppi futuri”; in altri termini a coordinare le loro decisioni.
3
 Fu quindi 
in grado di supplire agli “ostacoli al coordinamento posti dalla 
mancanza non solo di mercati dei capitali liberi, ma anche di dati 
statistici essenziali”
4
, consentendo così l’allocazione di risorse scarse 
                                                           
1
 A. Plessis, Le Plan Marshall et le rèlevement économique de l’Europe, Parigi 1993, pag.129 
2
 D.W. Ellwood, op.cit. pag. 249 
3
 B.Eichengreen, op.cit. pag.82 
4
 B.Eichengreen, op.cit. pag.83

Estratto dalla tesi:

Il Piano Marshall in Francia

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Larice
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giovanni Vigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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