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Corporate Governance e sistemi di controllo nelle società finanziarie regionali italiane

Estratto della Tesi di Sara Pais

Estratto dalla tesi: Corporate Governance e sistemi di controllo nelle società finanziarie regionali italiane
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 Per quanto concerne i soggetti che assolvono funzioni di amministrazione, direzione e 
controllo, all’interno delle regionali finanziarie, questi devono essere idonei secondo l’art. 
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, e non presentare, tra gli stessi intermediari finanziari o i soggetti parte del loro gruppo 
e altri soggetti, stretti legami che ostacolano l’effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza 
(svolte dalla Banca d’Italia o dalla Banca Centrale Europea, qualora superassero certi 
parametri). Avviata e completata la procedura di verifica del rispetto delle presentate 
condizioni, disciplinata dalla Banca d’Italia, la stessa provvede a rilasciare l’autorizzazione 
che permette all’ente l’esercizio delle attività di cui all’articolo 106, salvo eventuali casi di 
revoca, o decadenza quando l’ente non abbia iniziato l’attività.
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Lo svolgimento dell’attività di intermediario finanziario è sottoposto non solo 
all’approvazione da parte della Banca d’Italia ma anche ad una sua “vigilanza
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” nel tempo, 
il quale si sostanzia in una verifica sul governo societario e sull’adeguatezza patrimoniale, ad 
un controllo sulle diverse tecniche attuate dalla società per ovviare e/o ridurre i rischi di vario 
genere, sull’organizzazione amministrativa e contabile, sui controlli interni ed i sistemi di 
incentivazione e l’informativa da rendere al pubblico sulle materie appena enunciate. Questi 
controlli vengono assolti tramite l’emanazione di disposizioni generali e qualora fosse 
necessario mediante provvedimenti specifici nei confronti degli emittenti per le materie 
oggetto di vigilanza. Un ulteriore tema da affrontare in relazione alla normativa degli 
                                                
 
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 Art.110 “Rinvio” del TUB:  
1. Agli intermediari finanziari si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute negli articoli 
19, 20, 21, 22, 23, 24, 47, 52, 61, commi 4 e 5, 62, 63, 64, 78 e 82. I provvedimenti previsti nell’articolo 
19 sono adottati dalla Banca d’Italia (5). 1-bis. Ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, 
direzione e controllo presso intermediari finanziari si applica l’articolo 26, ad eccezione del comma 3, 
lettere c) ed e); il decreto di cui all’articolo 26 può prevedere l’applicazione dei criteri di competenza 
definiti ai sensi del medesimo articolo, comma 3, lettera c), avuto riguardo alla complessità operativa, 
dimensionale e organizzativa degli intermediari, nonché alla natura specifica dell’attività svolta (6). 1-
ter. Ai titolari delle partecipazioni indicate all’articolo 19 in intermediari finanziari si applica l’articolo 
25, ad eccezione del comma  
2. 2, lettera b); il decreto di cui all’articolo 25 può prevedere l’applicazione dei criteri di competenza 
definiti ai sensi del medesimo articolo, comma 2, lettera b), avuto riguardo alla complessità operativa, 
dimensionale e organizzativa degli intermediari, nonché alla natura specifica dell’attività svolta (1). 
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 Art. 107, comma 3 del TUB. 
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 Art. 108, comma 1 “Vigilanza” del TUB.

Estratto dalla tesi:

Corporate Governance e sistemi di controllo nelle società finanziarie regionali italiane

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Pais
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative
  Corso: Finanza
  Relatore: Carlo Bellavite Pellegrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 115

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