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La pista ciclabile come strumento di riqualificazione: il lungarno a Gallarate

Estratto della Tesi di Francesca Cassaro

Estratto dalla tesi: La pista ciclabile come strumento di riqualificazione: il lungarno a Gallarate
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dato un nuovo derivatore irrigativo per i campi di S. Michele, raggiungeva di 
nuovo il torrente. 
Queste opere furono completamente realizzate nell‟arco di due anni, sembrando 
la loro necessità impellente. Ma, nonostante i lavori compiuti, le inondazioni di 
Gallarate non ebbero termine. 
Nel 1763 l‟Arno rimetteva tutti di fronte alla dura realtà. 
 
La proposta del Mari 
Il 13 aprile del 1766, Antonio Mari, ingegnere collegiato di Milano, come già 
accennato, pubblicava un opuscolo in cui venivano indagate con attenzione le 
cause delle inondazioni di Gallarate.
8(Macchi) 
In questo opuscolo si incomincia a 
intravedere il problema con una visione più ampia e generale. Si comincia cioè 
a vedere che il problema non è locale, che la sistemazione va considerata su 
tutto il corso dell‟Arno e che si devono tener presenti anche gli altri corsi 
d‟acqua della zona. Ma le proposte dell‟ing. Mari restarono lettera morta. 
 
La memoria del Mazzucchelli 
Una cinquantina d‟anni dopo un altro gallaratese, il dott. Gerolamo 
Mazzucchelli, scrisse una memoria sul torrente Arno il cui manoscritto, ci dice 
il Macchi, andò perduto. Di tale scritto peraltro rimane notizia nelle memorie di 
un giovine di Luigi Breganzi Bossi (citato dallo stesso Macchi) che ci riferisce 
come il Mazzucchelli così avesse predisposto la traccia degli studi di 
sistemazione del torrente Arno, considerando i seguenti punti: 
 le epoche dei traboccamenti 
 le cause di inghiaiamento del letto 
 il rapporto tra i traboccamenti e lo stato boschivo o coltivato dei terreni 
superiori 
 i danni dell‟atterramento dei boschi 
 il tempo che decorre fra i temporali al monte e i traboccamenti in pianura 
 gli ostacoli artificiali che si oppongono al libero corso delle acque. 
Tra il 1766 e il 1767 vennero fatti altri lavori.
(Macchi)
 Furono probabilmente 
distrutte altre chiuse a mezzogiorno del borgo, abbassato di altri 2 m il letto 
dell‟Arno, inalveato lo stesso nei territori di Samarate, San Macario e Ferno.  
Altre due inondazioni avvengono nel 1772 e nel 1773: la prima fu lieve mentre 
la seconda interessò particolarmente anche Arnate e Samarate. E poi ancora, nel 
1843 e nel 1852, quando i danni ascendono alla cifra di oltre £ 300.000. 
 
Lo studio del Croci 
L‟ing. Marino Croci, schiacciato dall‟incubo di questa realtà ormai incombente 
da secoli su Gallarate, si mise a studiare la questione molto profondamente. 
Egli capì che la causa delle inondazioni doveva attribuirsi all‟irrazionale 
decorso dell‟Arno che, ad arco, recingeva tutta la parte occidentale del borgo, 
proprio sul limitare della semiconca in cui giaceva. Per ovviare ai sinistri, 
occorreva perciò ridare al torrente il proprio antico decorso o, pur conservando 
                                                           
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 L’unica copia dell’opuscolo che ancor rimaneva è andata distrutta insieme a migliaia di altri volumi della 
Biblioteca Ambrosiana di Milano, a seguito dei bombardamenti alleati dell’agosto 1943.

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La pista ciclabile come strumento di riqualificazione: il lungarno a Gallarate

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Cassaro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Edile
  Relatore: Augusto Mercandino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 342

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gallarate
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