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Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo

Estratto della Tesi di Daniele Battisti

Estratto dalla tesi: Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo
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UNITED NATIONS DEVELOPMENT PROGRAM 
 
Il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (United Nations Development Program) 
punta da anni ormai su una “visione umana” della povertà
5
. Il lavoro di quest’agenzia 
dell’ONU si basa decisamente sul lavoro di A. Sen, di cui al precedente paragrafo: nello 
HDR 1990 l’UNDP definisce il concetto di sviluppo umano così:“…il processo di 
ampliamento delle scelte delle persone…”. 
Il lavoro dell’UNDP è fondamentale perché cerca di riunire sotto un unico approccio le 
differenti vie seguite storicamente per definire il concetto di povertà: 
 
- l’ approccio classico basato sul reddito come unica variabile determinante ai fini 
della misurazione della povertà; 
- il successivo ampliamento dell’approccio di cui al punto precedente che, oltre a 
considerare il reddito, inizia a prendere in considerazione beni e servizi ritenuti 
fondamentali (ad esempio l’assistenza sanitaria); 
- il lavoro di Sen basato sulle capacità necessarie a soddisfare certi funzionamenti 
di base, teoria che “ricuce” lo strappo tra i concetti di povertà relativa e assoluta. 
 
L’UNDP considera, infatti, la povertà come la negazione delle opportunità e delle scelte 
che stanno alla base dello sviluppo umano, fra queste in particolare: il vivere a lungo ed 
in buona saluta, vivere dignitosamente, in libertà e nel rispetto per se stessi e le altre 
persone. Tutti questi aspetti sono chiaramente di difficile misurazione, tuttavia gli indici 
HDI e HPI, adottati stabilmente dall’UNDP nei suoi reports annuali, considerano (come 
già visto) aspetti molto importanti della vita umana. Questi due indici rispondono inoltre 
a due diversi punti di vista che nello HDR 1997 sono definiti: 
 
- “conglomerative perspective” ossia la prospettiva che guarda ai progressi nello 
sviluppo fatti dalla popolazione nel suo complesso, senza distinzioni tra le varie 
classi sociali (ovviamente l’indice di sviluppo umano si basa su questa 
prospettiva); 
- “deprivational perspective” ossia la prospettiva che guarda solo allo sviluppo 
della popolazione povera (anche qua ovviamente torna il problema di 
individuare chi è povero e chi non lo è) da cui trae origine l’indice di povertà 
umano. 
 
Con la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite (“Millennium Declaration”, 
MD), la comunità mondiale prende finalmente atto del nuovo modo di guardare alla 
povertà ed alle popolazioni povere portato avanti dall’UNDP. La MD porta all’adozione 
dei cosiddetti Millennium Development Goals (vedi la tabella seguente), che pur non 
essendo l’oggetto centrale di questo lavoro, meritano comunque un cenno poiché 
dovrebbero rappresentare il punto di partenza della cooperazione internazionale nella 
lotta contro la povertà. 
 
                                                
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 Il capitolo 1 dello HDR 1997 si intitola: “Poverty in the human development 
perspective: concept and measurement”.

Estratto dalla tesi:

Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Battisti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Mario Pianta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

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