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Reti dell'attenzione e attentional blink

Estratto della Tesi di Luana Morgilli

Estratto dalla tesi: Reti dell'attenzione e attentional blink
soggetto ha il compito di decidere il più rapidamente possibile se il target è presente 
o meno.
Nel paradigma di Posner ciascuna prova consiste nella presentazione di uno 
stimolo segnale o indizio (cue), ad esempio una freccia, che all’interno del display 
visivo indica la posizione spaziale dove con maggiore probabilità sarà presentato in 
seguito lo stimolo target che il soggetto dovrà riconoscere e indicare premendo un 
pulsante il più velocemente possibile. Il cue può essere di tre tipi: valido (lo stimolo 
target si presenta dove indicato), invalido (lo stimolo target sarà presentato in un alta 
posizione) oppure neutro (il segnale non indica alcuna posizione). Il numero di prova 
valide è maggiore del numero di quelle invalide o neutre, così che la strategia 
migliore per eseguire il compito sia quella di seguire le indicazioni date dal segnale. 
Il risultato di questo paradigma è una riduzione dei tempi di reazione nelle prove con 
un cue valido (Ferlazzo, 1997, 2002).
I paradigmi di filtraggio si basano sulla presentazione rapida e continua di 
stimoli rilevanti (da selezionare) e stimoli irrilevanti (da ignorare), che differiscono 
per una qualche caratteristica.
Il più noto paradigma di filtraggio è quello dell’ascolto dicotico proposto da 
Cherry (1953). Consiste nella presentazione contemporanea di due messaggi diversi 
(brani, liste di parole o di numeri) alle due orecchie del soggetto, che deve prestare 
attenzione a un solo messaggio oppure a un solo orecchio (canale attentivo) e 
ignorare l’altro (canale non attentivo). Il soggetto può successivamente essere 
impegnato in un compito di memoria sul riconoscimento degli stimoli presentati ai 
due canali, al fine di verificare quanta informazione è stata estratta da entrambi. I 
soggetti di Cherry trovavano virtualmente impossibile seguire soltanto un messaggio 
(Ferlazzo, 1997, 2002; Sternberg, 1996). Questo paradigma è nato dalle osservazioni 
di Cherry circa il fenomeno del cocktail party, ossia la capacità di prestare e spostare 
l’attenzione su una determinata conversazione, durante una festa in cui si 
sovrappongono numerose altre comunicazioni. Ci sono tre fattori che aiutano a 
focalizzare selettivamente l’attenzione: le caratteristiche della voce target (ad 
esempio: tono, timbro, ritmo), l’intensità sonora e la provenienza della fonte sonora 
(Sternberg, 1996). In questo tipo di paradigmi l’attenzione selettiva viene considerata 
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Reti dell'attenzione e attentional blink

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Informazioni tesi

  Autore: Luana Morgilli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Antonino Raffone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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