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Studio Mineralogico sulle Vulcanoclastiti del Monte di Vezzi di Ischia (NA)

Estratto della Tesi di Marco Santonastaso

Estratto dalla tesi: Studio Mineralogico sulle Vulcanoclastiti del Monte di Vezzi di Ischia (NA)
da caduta, a copertura di rocce vulcaniche (DE VITA et alii, DI NOCERA et alii, 
VINGIANI & TERRIBILE;), a quote comprese tra 315 e 347 m s.l.m., appena al di 
sopra e al di sotto di una cornice di lave fratturate (Fig. 2) che, indipendentemente dalle 
frane superficiali qui discusse, mostra evidenze di frane passate e di processi di 
deformazione-fratturazione in atto. Il tipo di materiale intorno ai coronamenti delle 
frane è, secondo la classificazione di CRUDEN & V ARNES (1996), al confine tra earth 
e debris, a causa del fatto che i materiali franati consistono (DE VITA et alii, 
VINGIANI & TERRIBILE; questo volume) di differenti orizzonti di sedimenti da 
caduta alterati che, al di sopra della cornice, sono prevalentemete fini (ceneri) alla base 
e prevalentemente grossolani (pomici) verso l’alto, senza paleosuoli nel mezzo. 
Secondo HUNGR et alii, (2001), i materiali possono essere descritti quali detrito 
vulcanico (volcanic debris). La maggior parte dei materiali franati era ricoperta da una 
fitta coltre arborea di castagni, che hanno costituito una parte considerevole del 
materiale giunto a valle. Inizialmente, il tipo di movimento (CRUDEN & V ARNES, 
1996; HUNGR et alii, 2001) è stato di scivolamento, con spessori di circa 1 m (DE 
VITA et alii; VINGIANI & TERRIBILE). Nella frana n. 3, che ha avuto origine al di 
sopra della cornice di lava, allo scivolamento è succeduto, per un tratto, il crollo del 
detrito alla base della cornice stessa. Lo scivolamento (e l’impatto da parte del materiale 
crollato, nella frana n. 3) ha evidentemente causato la liquefazione dei terreni e la 
propagazione verso valle (HUNGR et alii, 2001) dei fenomeni di collasso- liquefazione, 
risultanti in valanghe di detrito (debris avalanches), come testimonia l’allargamento dei 
fianchi delle frane n. 2 e n. 3. Quando le frane si sono incanalate nei valloni preesistenti, 
il tipo di movimento è stato essenzialmente di colata. Nella frana n. 3 vi sono evidenze 
del fatto che la valanga-colata ha mobilizzato ed incorporato alcuni metri di sedimenti 
da flusso piroclastico (prevalentemente pomici), che si rinvengono nella parte bassa del 
versante. Le frane n. 2 e n. 3 hanno confluito in una depressione risultante da antiche 
operazioni di estrazione di pomici, nella quale una casa è stata distrutta, mentre un’altra, 
più in basso, mostra schizzi di “fango” sulla facciata. Parti della colata hanno poi 
proseguito verso una ulteriore depressione più in basso, nella quale si rinviene un 
compattatore di rifiuti. Un’alta percentuale dei materiali di colata si è accumulata in 
questa depressione ed al suo confine verso nord, mentre la restante parte, più fluida, ha 
proseguito verso valle lungo una strada asfaltata. Le frane n. 4 e n. 5 si sono incanalate 
7

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Studio Mineralogico sulle Vulcanoclastiti del Monte di Vezzi di Ischia (NA)

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Santonastaso
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze geologiche
  Relatore: Maurizio De’Gennnaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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