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Un ordine disordinato - verso una società rinnovata

Estratto della Tesi di Massimo Cislaghi

Estratto dalla tesi: Un ordine disordinato - verso una società rinnovata
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guida conducono ai risultati desiderati, noi abbiamo fiducia in queste esperienze. Non abbiamo 
interesse a individuare se questo mondo esiste davvero o se è meramente un sistema coerente di 
apparenze consistenti. … Ci vuole un motivo speciale, come l’irrompere di un’esperienza strana non 
riconducibile all’insieme di conoscenze a disposizione o incoerente con esso, per farci modificare le 
nostre precedenti convinzioni”.  (Schutz, 1979, p. 202 ). 
 
 
1.4. Simboli. 
 
L’ultimo elemento di cui si compone la definizione di cultura presa in esame riguarda i simboli.  Il 
simbolo è un elemento della realtà (persona, oggetto, animale, situazione) che è capace di evocare un 
significato più ampio e astratto rispetto a quello che di per sé rappresenta. Nella dinamica simbolica  
il rapporto tra significante e significato diviene più profondo, più intimo, può richiamare valori intensi, 
come nel caso del crocifisso, o della colomba  nella tradizione cristiana. In altre parole il simbolo crea 
un ponte concettuale di significato tra due oggetti, tra due ambiti di realtà, che in quanto tali non hanno 
rapporto tra loro. 
L’attività simbolica è una costate di ogni società e ne rappresenta un tratto fondamentale, che sta alla 
base dello sviluppo della conoscenza, consentendo di creare relazioni tra realtà distanti e di avvicinare 
mondi anche profondamente dissimili. Il simbolismo è alla base dei miti, dei rituali, della conoscenza 
religiosa, filosofica e letteraria, ed è in grado di legare le idee, i sentimenti, le esperienze, 
racchiudendoli in un oggetto (Schutz, 1979). 
La produzione di simboli e la loro trasmissione è una peculiarità dell’uomo, che in tal modo si 
differenzia da tutti gli altri esseri viventi, anche quelli più evoluti, caratterizzando le forme del vivere 
sociale a un livello di complessità inimitabile
1
. Gli animali, diversamente dagli uomini dispongono 
solo di segnali, vale a dire segni che non sostituiscono altri segni. I segnali, a differenza dei simboli, 
hanno un carattere pragmatico ed un significato univoco. Molti di questi sono estremamente utili, 
avendo la capacità di riassumere informazioni attraverso icone e immagini stilizzate, come avviene nel 
caso della segnaletica stradale. I segnali hanno la funzione di comunicare un’informazione, dare una 
disposizione, o ordinare qualcosa a qualcuno, come fanno i segnali d’allarme, i segnali orari radiofonici 
o televisivi, o ancora i segnali di fumo usati dagli indiani per comunicare a distanza. 
Mead sostiene che la capacità di riconoscere un simbolo interrompe il riflesso condizionato, di tipo 
meccanico, che regola gran parte del mondo animale e che unisce lo stimolo alla risposta, senza che vi 
sia l’intermediazione del pensiero. Il pensiero consente di passare dai segnali ai simboli (Mead 
1934/2010). 
Il concetto di simbolo può essere inteso in modo più esteso rispetto a quanto detto. La realtà che ci sta 
intorno per potere essere fruita deve anzitutto essere interpretata, attribuendo un significato simbolico 
e funzionale agli oggetti. In questo modo le diverse culture “creano la realtà”, attribuendole un certo 
significato, e dando un nome agli oggetti, alle relazioni, al sé, alle altre persone e agli eventi. La realtà 
diviene quindi un prodotto sociale. Ad esempio un animale come la vacca ha un significato molto 
diverso per uno statunitense o un europeo piuttosto che per un indiano, per il quale si tratta di un 
animale sacro. Per fare un altro esempio, un’auto di lusso, oltre ad avere un significato funzionale, in 
quanto mezzo per spostarsi rapidamente da un luogo ad un altro, incorpora anche un importate 
significato simbolico, in quanto status symbol è anche un segno di distinzione sociale. Lo stesso vale 
per i capi di abbigliamento, il cui significato va bel al di là della funzione di riparare e coprire il corpo. 
Il sociologo francese Pierre Bourdieu mette, tra le altre cose, bene in luce il valore simbolico che gli 
oggetti quotidiani incorporano. Egli considera i gusti come dei comportamenti culturali, in quanto 
incorporano e rimandano alla cultura sociale diffusa, riferendosi ad elementi etici e giudizi estetici. 
Attraverso le preferenze di consumo si realizza ogni giorno, sotto gli occhi di tutti e in forza del 
 
1
 Per un approfondimento della differenza tra uomini e animali nel produrre e impiegare i simboli si veda la prima parte dedicata alla “mente” del testo 
di Mead G. H., 2010 Mente, sé e società, Giunti Firenze,  2010.

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Un ordine disordinato - verso una società rinnovata

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Cislaghi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Sociali
  Corso: Sociologia
  Relatore: Enzo Colombo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

FAQ

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