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Violenza negli stadi in Italia e in Inghilterra: radici, cause, atteggiamento dei mass media e rimedi in prospettiva comparata

Estratto della Tesi di Ludovico Muzzi

Estratto dalla tesi: Violenza negli stadi in Italia e in Inghilterra: radici, cause, atteggiamento dei mass media e rimedi in prospettiva comparata
XXIV 
onnipresente alle partite di calcio, i tifosi violenti hanno affinato le loro 
tattiche. E così le  firms (con questo nome sono conosciute le nuove bande) 
sono più stratificate al loro interno che non le “orde acefale” degli anni 
settanta, hanno dei capi che pianificano le trasferte e gli atti violenti in modo 
quasi maniacale e allo stesso tempo insospettabile; il “nucleo duro” è 
costituito da pochi topmen che si sono guadagnati “onore e rispetto” da parte 
della firm per le loro imprese, ma attorno a loro possono radunarsi anche 
centinaia di teppisti che devono seguire gli ordini e i piani dei capi. 
 Altra differenza fondamentale c ol periodo precedente è data dal fatto che 
in genere l’uso di alcolici e droghe è molto limitato perchè questi hooligans 
devono essere pronti a tutto e quindi lucidi nella loro violenza. 
 Per non essere individuati e sorpresi dalla polizia, essi viaggiano sempre 
in prima classe nelle trasferte, non indossano colori della propria squadra, ma 
anzi molte volte si mischiano ai tifosi avversari per poi sorprenderli al 
momento opportuno. 
 Le tecniche usate dai superthugs per venire a contatto con l’avversario 
sono molteplici e ingegnose: c’è il cosiddetto pub crawl che consiste nel 
mandare qualche giorno prima del match delle “spie” chiamate scouts oppure 
underfive (per la loro giovane età), nella città da visitare. Gli scouts hanno il 
compito di girare i pubs della città, conoscere qualche tifoso locale e cercare di 
sapere i piani dei supporters di casa per il giorno della partita. Naturalmente 
gli scouts devono fare molta attenzione, in particolar modo se hanno un 
accento molto marcato che potrebbe rivelarne la provenienza.  
 Ci sono poi gli spotters che hanno il compito di agire in occasione delle 
partite casalinghe: sanno tutto sugli orari dei treni e devono informarsi sull’ora 
di arrivo dei tifosi avversari. In questo caso è la tattica della ambush a 
predominare; bisogna tendere un’imboscata all’avversario quando meno se 
l’aspetta e i luoghi privilegiati per questo diventano i semafori (se i tifosi 
vengono scortati con gli autobus), o le stazioni della metropolitana se ci si 
trova a Londra. Di solito gli scontri più cruenti si verificano nei pressi dello 
stadio, nei pubs che vengono assaltati da hooligans dell’opposta fazione, nelle 
stazioni ferroviarie più importanti (per esempio King’s Cross, Euston, 
Victoria): qui è facile che due o più tifoserie si incontrino per caso, reduci da 
diverse trasferte e ingaggino battaglie sui binari con la polizia costretta agli 
straordinari per riportare l’ordine (famoso un episodio nel 1988 in cui fu 
chiamata la polizia a cavallo per sedare una vera e propria battaglia alla 
stazione di Euston tra numerose tifoserie che si erano tutte incontrate per 
caso).  
 Queste sono dunque le differenze tra nuovo e vecchio modo di fare 
violenza ed è comprensibile come la polizia si trovò totalmente spiazzata nei 
confronti dei superhooligans. 
 Durante tutta la seconda metà degli anni ottanta si susseguiranno le 
cosiddette covert operations (operazioni in incognito) dirette dalla task force 
creata dal governo dopo la strage dello Heysel. Queste operazioni

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Violenza negli stadi in Italia e in Inghilterra: radici, cause, atteggiamento dei mass media e rimedi in prospettiva comparata

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Informazioni tesi

  Autore: Ludovico Muzzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: John Anderson
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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