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Web 2.0: caratteristiche e potenzialità

Estratto della Tesi di Maurizio Chivella

Estratto dalla tesi: Web 2.0: caratteristiche e potenzialità
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• la distribuzione delle API aperte permette il coinvolgimento della grande comunità di sviluppatori che 
possono realizzare applicazioni per il web. 
Lo scontro che si profila all’orizzonte è quello tra due piattaforme, ciascuna con un modello di business radicalmente 
diverso: da una parte, Microsoft un singolo fornitore di software, la cui massiccia base e il sistema operativo 
strettamente integrato con le API permettono di controllare il paradigma di programmazione e dall’altra, un sistema 
senza un proprietario, tenuto insieme da una serie di protocolli, standard aperti e accordi di cooperazione. 
Windows rappresenta il culmine del controllo di software proprietario tramite l’uso delle API ed è sopravissuto ad 
innumerevoli attacchi alla sua egemonia tuttavia le idee che hanno scelto gli standard aperti del web, come ad 
esempio Apache, hanno avuto successo. Si tratta ora di vedere quale modello, quale architettura sono più idonei per 
affrontare le opportunità che si presentano.  
Windows rappresentava la soluzione per i problemi dell’inizio dell’era dei PC. Ha livellato il campo di gioco per gli 
sviluppatori di applicazioni, risolvendo un buon numero di problemi che in precedenza avevano reso la vita difficile 
a questa industria. Ma un singolo approccio monolitico, controllato da un solo venditore, oggi non è più una 
soluzione accettabile.  
Tutti i sistemi orientati alla comunicazione come internet richiedono interoperabilità. Le possibilità di vincolo 
dell'utente via API software sono limitate. Qualsiasi fornitore di applicazioni Web 2.0 che cercasse di vincolare i 
profitti al controllo della piattaforma, per definizione, non giocherebbe più sulla potenza data dalla piattaforma 
stessa.  
Si tratta quindi di un sistema del tutto nuovo ed è facile prevedere che le società che avranno successo nell’era del 
Web 2.0 saranno quelle in grado di comprendere le nuove regole del gioco, piuttosto che cercare di tornare alle 
regole dell’era del software per PC.  
2.1.2 La lunga coda  
L'espressione coda lunga, è stata coniata da Chris Anderson in un articolo dell'ottobre 2004 per descrivere alcuni 
modelli economici e commerciali, come ad esempio Amazon.com o Netflix. Il termine è anche utilizzato 
comunemente nelle scienze statistiche, ad esempio per definire modelli di distribuzione della ricchezza e anche, per 
l’aspetto che più ci interessa in questo contesto, per definire la parte più numerosa degli utenti.  
Anderson sostiene che i prodotti a bassa richiesta o con ridotti volumi di 
vendita (l’area rappresentata in giallo nel grafico a fianco) possono 
collettivamente occupare una quota di mercato equivalente o superiore a 
quella dei pochi bestseller o blockbuster (l’area rappresentata in verde), 
se il punto vendita o il canale di distribuzione sono abbastanza grandi. 
Nel web 1.0 i servizi forniti da DoubleClick come la pubblicità, 
richiedevano atti formali di vendita ed erano così destinati a quegli operatori del web di grandi dimensioni, ovvero a

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Web 2.0: caratteristiche e potenzialità

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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Chivella
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Informatica
  Relatore: Maurizio Fermeglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

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