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La fisioterapia negli infortuni da sovraccarico dei runners

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Frignani
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Fisioterapia
  Corso: Fisioterapia
  Relatore: Vittoria Mamoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

Background: La popolazione dei runners è spesso soggetta ad infortuni da sovraccarico, i quali vengono gestiti con trattamento conservativo nella quasi totalità dei casi. In particolare negli ultimi anni, a causa delle restrizioni per limitare la diffusione del virus covid-19, è notevolmente aumentato il numero di runners amatoriali e di conseguenza anche degli infortuni. La presente revisione ha come obiettivo di analizzare i migliori metodi di trattamento per le quattro patologie da sovraccarico più frequenti correlate alla corsa.

Metodi: Nei mesi di giugno e luglio 2021 sono state condotte quattro diverse ricerche bibliografiche, una per ciascun infortunio trattato, sulle banche dati Pubmed e PEDro. Sono stati inclusi nella revisione tutti i trial clinici che indagassero l'efficacia di un trattamento conservativo.

Risultati: 17 studi inclusi per la sindrome femoro-rotulea. Gli esercizi per i muscoli di coscia e/o anca migliorano significativamente la condizione clinica; Inoltre, abbinare ad essi dry needling, laser, terapia manuale, kinesiotape, stretching o esercizi per il core, offre risultati migliori.
11 studi inclusi per la tendinopatia achillea. Aggiungere esercizi isometrici ad un protocollo eccentrico non dà alcun beneficio aggiuntivo. Le onde d'urto, in combinazione con esercizi attivi, migliorano il processo di guarigione. Agopuntura, terapia manuale e ortesi hanno mostrato un'efficacia paragonabile agli esercizi attivi.
24 studi inclusi per la fasciopatia plantare. Gli esercizi attivi per muscoli di piede, caviglia e/o anca non hanno alcuna evidenza a favore. Stretching, foam roller, ortesi e kinesiotape aiutano a ridurre il dolore nel breve termine. Le onde d'urto ed il laser hanno dimostrato una notevole efficacia, sia come trattamenti isolato che combinati con altre tecniche.
7 studi inclusi per la periostite tibiale. Il trattamento con onde d'urto, se abbinato ad esercizi, conduce a risultati significativamente migliori. L'utilizzo di ortesi compressive non dà alcun beneficio.

Conclusioni: Per quanto riguarda la sindrome femoro-rotulea, l'esercizio terapeutico dell'AI è la migliore opzione di trattamento. Esso può essere eseguito su pedane vibranti oppure combinato ad altri trattamenti per ottimizzare i risultati. Dry needling e terapia manuale sono indicati in presenza di trigger points.
Per quanto riguarda la tendinopatia achillea, l'esercizio eccentrico o isotonico è fortemente raccomandato, con risultati migliori se abbinato a ESWT. In alternativa agli esercizi, si può optare per la terapia manuale, il dry needling o l'utilizzo di ortesi.
Per quanto riguarda la fasciopatia plantare, le terapie con laser o onde d'urto sono fortemente ed ugualmente raccomandate, sia come trattamento isolato che combinate con altri interventi.
L'applicazione di kinesiotape è raccomandata per ridurre immediatamente il dolore, per poi propendere per interventi come stretching, foam roller o ortesi, sempre per ridurre i sintomi algici. Non sono raccomandati esercizi attivi.
Per il trattamento di periostite tibiale si raccomanda di sottoporre il paziente ad un programma di graduale ritorno alla corsa e di abbinarvi un trattamento con onde d'urto.

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Frignani
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Fisioterapia
  Corso: Fisioterapia
  Relatore: Vittoria Mamoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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Abstract Background: la popolazione dei runners è spesso soggetta ad infortuni da sovraccarico, i quali vengono gestiti con trattamento conservativo nella quasi totalità dei casi. In particolare negli ultimi anni, a causa delle restrizioni per limitare la diffusione del virus covid-19, è notevolmente aumentato il numero di runners amatoriali e di conseguenza anche degli infortuni. La presente revisione ha come obiettivo di analizzare i migliori metodi di trattamento per le quattro patologie da sovraccarico più frequenti correlate alla corsa. Metodi: nei mesi di giugno e luglio 2021 sono state condotte quattro diverse ricerche bibliografiche, una per ciascun infortunio trattato, sulle banche dati Pubmed e PEDro. Sono stati inclusi nella revisione tutti i trial clinici che indagassero l’efficacia di un trattamento conservativo. Risultati: 17 studi inclusi per la sindrome femoro-rotulea. Gli esercizi per i muscoli di coscia e/o anca migliorano significativamente la condizione clinica; Inoltre, abbinare ad essi dry needling, laser, terapia manuale, kinesiotape, stretching o esercizi per il core, offre risultati migliori. 11 studi inclusi per la tendinopatia achillea. Aggiungere esercizi isometrici ad un protocollo eccentrico non dà alcun beneficio aggiuntivo. Le onde d’urto, in combinazione con esercizi attivi, migliorano il processo di guarigione. Agopuntura, terapia manuale e ortesi hanno mostrato un’efficacia paragonabile agli esercizi attivi. 24 studi inclusi per la fasciopatia plantare. Gli esercizi attivi per muscoli di piede, caviglia e/o anca non hanno alcuna evidenza a favore. Stretching, foam roller, ortesi e kinesiotape aiutano a ridurre il dolore nel breve termine. Le onde d’urto ed il laser hanno dimostrato una notevole efficacia, sia come trattamenti isolato che combinati con altre tecniche. 7 studi inclusi per la periostite tibiale. Il trattamento con onde d’urto, se abbinato ad esercizi, conduce a risultati significativamente migliori. L’utilizzo di ortesi compressive non dà alcun beneficio. Conclusioni: per quanto riguarda la sindrome femoro-rotulea, l’esercizio terapeutico dell’AI è la migliore opzione di trattamento. Esso può essere eseguito su pedane vibranti oppure combinato ad altri trattamenti per ottimizzare i risultati. Dry needling e terapia manuale sono indicati in presenza di trigger points. Per quanto riguarda la tendinopatia achillea, l’esercizio eccentrico o isotonico è fortemente raccomandato, con risultati migliori se abbinato a ESWT. In alternativa agli esercizi, si può optare per la terapia manuale, il dry needling o l’utilizzo di ortesi. Per quanto riguarda la fasciopatia plantare, le terapie con laser o onde d’urto sono fortemente ed ugualmente raccomandate, sia come trattamento isolato che combinate con altri interventi. L’applicazione di kinesiotape è raccomandata per ridurre immediatamente il dolore, per poi propendere per interventi come stretching, foam roller o ortesi, sempre per ridurre i sintomi algici. Non sono raccomandati esercizi attivi. Per il trattamento di periostite tibiale si raccomanda di sottoporre il paziente ad un programma di graduale ritorno alla corsa e di abbinarvi un trattamento con onde d’urto.

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Parole chiave

sportivo
sport
infortuni
esercizi
tendine d'achille
fisioterapia
corsa
fascite plantare
runner
runners

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