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Gastronomedia: Analisi del cibo come fenomeno mediatico

L’obiettivo di questo studio è quello di analizzare il cibo quale mezzo comunicativo e culturale, in particolare all’interno dei media digitali, superando l’idea dell’atto alimentare come prettamente nutrizionale.
In particolare, nel primo capitolo si introdurrà il concetto di cibo come forma di linguaggio da un punto di vista semiologico. Verrà effettuato, inoltre, un excursus dei significati assunti dall’atto del mangiare all’interno delle arti visive e in alcuni media tradizionali.
Nel secondo capitolo ci si soffermerà sul rapporto tra cibo e new media e sulle modalità attraverso cui l’argomento food e la ricerca di nuove forme di convivialità, al momento della scrittura di questo elaborato, si manifestano maggiormente in rete.
Nel terzo capitolo, infine, si metterà in relazione l’argomento social food con la pandemia COVID-19, analizzando come l’isolamento forzato generato dai periodi di quarantena vissuti all’inizio dello stato emergenziale abbia innescato la creazione di nuovi comportamenti, contenuti e trends gastronomici sul web.

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3 1.1 Cenni di semiotica alimentare La semiotica (dal greco σημειωτική - simeiotikí) è per definizione «la scienza dei segni linguistici e non linguistici» 1 , ossia, citando Gianfranco Marrone, «di tutto ciò che l’uomo, nelle sue diverse manifestazioni storiche e geografiche, adopera per entrare in contatto con gli altri uomini, ma soprattutto per significare sé stesso, le organizzazioni di collettività, la storia, la cultura, la natura, il cosmo nella sua interezza, le divinità» 2 . Tra la moltitudine di segni che l’uomo utilizza, vi è proprio il cibo, il quale «forse ancor di più e ancor meglio di molti altri sistemi di significazione umana e sociale, dalle materie prescelte alle tecniche per trasformarle sino alla modalità della loro assunzione, è significativo» 3 , questo perché «se, come si ripete, l’uomo è ciò che mangia, non è tanto o soltanto perché le sostanze che via via incorpora vanno a costituire la sua materialità fisica, quanto anche perché, dal punto di vista antropologico, il cibo che prepara e ingerisce lo rappresenta, lo significa, contribuendo a costruirne l’identità, individuale come collettiva» 4 . La semiotica alimentare tende a distinguere due diverse dimensioni del cibo che, nella realtà di tutti i giorni, si incrociano continuamente: il linguaggio sul cibo e il cibo come linguaggio. 5 Di cibo si è sempre parlato e sempre si parlerà. Viaggiando attraverso tutte le epoche, infatti, non è difficile riscontrare come il rapporto con il cibo abbia permeato tutte le azioni compiute dall’uomo, dalle strutture economico-sociali al lavoro, dal potere ai valori culturali. Ogni testo storico contiene almeno un accenno a questo tema e basti pensare alla miriade di proverbi che ne mettono in evidenza con saggezza sia i pregi che i difetti, o che lo utilizzano come metafora per trasmettere saggi insegnamenti, per capire quanto siano antichi gli assunti attorno al cibo. Credere che oggi si parli di cibo più di quanto si facesse in passato, è frutto di una visione limitata dell’argomento. Ciò che distingue epoche passate dal presente non è una sua maggiore importanza nel vivere quotidiano dell’uomo, quanto piuttosto un’amplificazione dei mezzi e delle occasioni durante le quali è possibile parlarne e, al contempo, approfondire le proprie conoscenze e consapevolezze sulla materia. Il fatto che oggigiorno oltre che nei libri di cucina, nelle riviste, nelle guide di settore e nei romanzi, si parli di cibo in tv, al cinema, alla radio e 1 treccani.it/enciclopedia/semiotica_%28Dizionario-di-filosofia%29/ 2 Marrone G., 2019, Semiotica del gusto: Linguaggi della cucina, del cibo, della tavola cit., p. 17 3 Ivi, p. 18 4 Ivi, p.18-19 5 Ibidem

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Oppini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università Telematica San Raffaele Roma
  Corso: Scienze dell'alimentazione e gastronomia
  Relatore: Nicola Perullo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

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