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Libertà Religiosa e Biodiritto: Obiezione di Coscienza

A distanza di sessant'anni dall'entrata in vigore della Costituzione italiana, ancora oggi si parla di una legge generale sulla libertà religiosa che risulta essere oggetto di svariate valutazioni tutte differenti tra loro. Da un punto di vista giuridico, vi è da rilevare l'intrinsecità del processo di armonizzazione dell'ordinamento alle norme costituzionali che si manifesta ancora in certi ambiti, compreso quello oggetto d'esame. Si ritiene ancora attuale la famosa critica riguardante la permanenza in vigore, nonostante i molteplici interventi della giurisprudenza costituzionale in merito, della legge 24 giugno 1929 n.1159 contenente le disposizioni sull'esercizio dei culti ammessi nello Stato e del matrimonio celebrato dinanzi ai ministri di culto stessi, in quanto si tratta di una legge sorta in una situazione politica e sociale del tutto diversa e non rispondente ai principi prima ancora che alle norme della Costituzione. Esplicando ancora la libertà religiosa all'interno dell'ordinamento italiano, dobbiamo fare alcune osservazioni: in particolare il testo costituzionale dell'art. 19 risulta essere molto importante ed innovativo, soprattutto sotto il profilo del dritto alla propaganda e confessione religiosa di cui tempo fa non si parlava assolutamente nell'ambito dell'ordinamento italiano: effettivamente l'art.19 ha realizzato una vera e propria rivoluzione rispetto a quanto fatto prima dallo Statuto Albertino che parlava di mera tolleranza dei culti diversi dalla religione di Stato.
L'art.19 sancisce che "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchè si tratti di riti non contrari al buon costume" .
L'articolo parla chiaro, anche se nel testo non si trovano accenni relativi alla libertà di coscienza o a quella di obiezione di coscienza: riguardo alla prima, la relativa terminologia è stata omessa perché esistevano già altre libertà che la presupponevano e la tutelavano in maniera diretta e indiretta; quanto alla seconda, i mancati accenni all'obiezione di coscienza si possono spiegare in relazione ad una scelta precisa effettuata dai Costituenti, in quanto esisteva nell'art 52 della Costituzione il sacro dovere di difesa della patria da parte dei cittadini.
L'evoluzione nel campo dei diritti di libertà religiosa e di coscienza è derivato da tali fattori: vi è stato un rovesciamento radicale di impostazione nei confronti dell'obiezione di coscienza che ha chiaramente dimostrato come l'interesse di tale tematica sia stato molto acceso.
Tra le altre forme di obiezione di coscienza vi è l'esortazione del papa Benedetto XVI ai farmacisti ad obiettare in relazione alla "pillola del giorno dopo", anche se poi lo stesso farmacista potrebbe trovarsi in difficoltà nella vendita dei comuni anticoncezionali, nonostante si tratti forse di problematiche inerenti la deontologia professionale.
In conclusione possiamo affermare che oggi risulti essere particolarmente difficoltoso porsi dalla parte di chi obietta o dalla parte di chi ammette, come nel caso dell'interruzione della gravidanza e delle pratiche abortive in genere.
A tal riguardo il mio lavoro verterà proprio a esplicare queste differenze e ad esprimere al meglio tali tematiche importanti,mettendo a confronto la libertà religiosa con l'obiezione di coscienza e il biodiritto e di tutto ciò che si lega attorno a tali questioni.
Dalla lettura e dallo studio di suddetti temi, probabilmente sarebbe sempre meglio rifarsi al principio della vita, intesa come essenza ineguagliabile e come dono che ci è stato offerto, ma al tempo stesso riuscire a saperlo gestire e "curare" nel miglior modo possibile.

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9 Introduzione A distanza di sessant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione italiana, ancora oggi si parla di una legge generale sulla libertà religiosa che risulta essere oggetto di svariate valutazioni tutte differenti tra loro. Da un punto di vista giuridico, vi è da rilevare l’intrinsecità del processo di armonizzazione dell’ordinamento alle norme costituzionali che si manifesta ancora in certi ambiti, compreso quello oggetto d’esame. Si ritiene ancora attuale la famosa critica riguardante la permanenza in vigore, nonostante i molteplici interventi della giurisprudenza costituzionale in merito, della legge 24 giugno 1929 n.1159 contenente le disposizioni sull’esercizio dei culti ammessi nello Stato e del matrimonio celebrato dinanzi ai ministri di culto stessi, in quanto si tratta di una legge sorta in una situazione politica e sociale del tutto diversa e non rispondente ai principi prima ancora che alle norme della Costituzione. Dal punto di vista della realtà fattuale che il diritto positivo è chiamato ad affermare, è percepibile la lontananza dell’attuale società rispetto alla società italiana dell’epoca: il secolarismo, ma anche il rapido volgere dell’ultimo ventennio nelle forme della società multietnica e

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Galetta
  Tipo: Laurea magistrale a ciclo unico
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gaetano Dammacco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

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