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Uso del concetto di merito all'interno della visione liberista

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Emmanuel Vinci
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Fabio  Nuti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

La difesa del libero mercato, per molti liberali, implica quella della meritocrazia. È opinione comune che l’applicazione di tale ideologia sia essenziale per un ordinamento che si pone come obbiettivo il raggiungimento dell’uguaglianza e della giustizia sociale. Ma cosa significa esattamente il termine merito? Quali sono le effettive implicazioni dell’applicazione di tale principio all’interno delle dinamiche economico-sociali moderne? L’obbiettivo di questo studio è quello di presentare le diverse declinazioni dell’ideologia meritocratica, nel tentativo di illustrarne i possibili punti di forza e le principali criticità. L’elaborato si sviluppa in tre parti; nella prima, attraverso un’analisi prettamente filosofica e storica del concetto di merito, si mette in luce l’ambiguità semantica del termine, dimostrando come i criteri di attribuzione derivanti dall’applicazione dell’assetto meritocratico siano mutevoli e fortemente dipendenti dalle dinamiche sociali. Nella seconda parte, lo studio dimostra come la meritocrazia sia un ideale in sé difettoso che porta alla corrosione del bene comune e al fallimento del tentativo di arginare il fenomeno dell’ereditarietà sociale, favorendo le disuguaglianze e rendendo le pari opportunità un’utopia. Infine, nella terza parte è dimostrato come vi sia una radicale incompatibilità tra una società libera, che si basa prevalentemente sull’ordine di mercato, e l’assetto meritocratico. I due concetti, infatti, risultano distinti e separati e i tentativi di distribuzione dei beni tramite il principio meritocratico sono tendenzialmente inefficienti. Il risultato è dunque, la creazione di una società stratificata in cui i soggetti definiti non meritevoli sono esclusi e posti ai margini della società. Quindi, l’indiscriminata applicazione di tale ideologia porta ad un decisivo peggioramento delle dinamiche sociali, che rimarrà invariato, se non si avrà l’intelligenza e la determinazione di invertire al più presto la rotta.

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  Lingua: Italiano
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6 Introduzione Il merito e la meritocrazia sono parole all’ordine del giorno, presenti sia nel dibattito politico contemporaneo sia in quello pubblico. Il consenso sulle virtù della meritocrazia è pressoché unanime e il suo valore è condiviso dai diversi orientamenti politici. L’idea di riconoscere e ricompensare il merito degli individui, indipendentemente dalle loro condizioni di partenza, e di penalizzare i non meritevoli esercita una comprensibile attrazione. Tuttavia, tale importante obiettivo è rivestito spesso di connotazioni morali che, a ben vedere, sono assai discutibili. Lo scopo principale del presente elaborato è quello di muovere alcune critiche al concetto di merito e alla sua applicazione all’interno delle dinamiche di mercato, sulle quali si fondano le società liberali. La contrapposizione tra meritocrazia e mercato liberale potrebbe apparire, in un primo momento, irrazionale. È infatti, comune opinione, che merito, mercato e pensiero liberale siano concetti interconnessi. Sostengo invece, come la connessione tra liberalismo, mercato e meritocrazia, sia un fraintendimento grave, dovuto principalmente al fatto che molti sostenitori del libero mercato abbiano adottato la terminologia della meritocrazia, alterandone profondamente il significato. Infatti, già nella seconda metà del XX secolo, attraverso i concetti di «merito» e «talento» vennero prese le distanze dalla cultura socialista ed egualitaria che, si contrapponeva, timidamente, a quella liberista. L’intero elaborato è corroborato da una folta letteratura che prende in considerazione le difficoltà, o addirittura l’incapacità, della concezione meritocratica di raggiungere gli scopi dichiarati all’interno della società contemporanea. La sua stessa applicazione comporta delle notevoli distorsioni del concetto di merito, come già dichiarato, negli anni Novanta, dallo stesso inventore del termine Michael Young.

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Parole chiave

economia
efficienza
mercato
democrazia
liberismo
curva
merito
domanda e offerta
meritocrazia
principi di allocazione

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