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Il cervello del criminale: analisi, nosografia e strumenti psicodiagnostici da Lombroso alle neuroscienze

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Grosso
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di secondo livello in Criminologia
Anno: 2021
Docente/Relatore: Sergio Caruso
Istituito da: Formazione Promethes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

L’analisi eseguita nel presente elaborato si concentra sui fenomeni criminosi violenti e seriali, analizzando con particolare attenzione le cause sociali o biologiche allo sviluppo di condotte violente e criminali.
Nella redazione della tesi ho preso spunto dai principi criminologici espressi dalla “Scuola Positiva” di Cesare Lombroso e totalmente contrapposti ai concetti della “Scuola Classica”, i cui caposcuola furono Cesare Beccaria. La prima si basa su presupposti medico-biologici del cosiddetto uomo-delinquente. Quella Classica recepisce pienamente la cultura illuminista e, ponendosi in antitesi con il sistema legislativo penalistico dell’epoca, pone a propria base la garanzia dei diritti umani.
Lo studio si articola illustrando e approfondendo i fattori psicologici che influiscono sulla formazione di una condotta criminale violenta e i fattori e le alterazioni biologiche che rendono un individuo propenso a tali condotte.
Successivamente lo studio analizza la questione dell’imputabilità, chiedendosi quanto influisca la presenza di alterazioni biologiche sulla responsabilità e la colpa di un reo, la ricerca prosegue trattando di prevenzione del crimine evidenziando proposte di intervento dal punto di vista psicologico, della salute mentale, biologico, con particolare riferimento alle nuove terapie proposte per curare la violenza come se fosse un disturbo effettivo, e proponendo un modello sociale che potrebbe aiutare a far diminuire il numero di crimini violenti.
Lo scopo di questo lavoro di ricerca è quello di presentare una visione del crimine più completa dimostrando come i fattori che portano allo sviluppo di condotte antisociali o criminali siano strettamente in relazione fra loro. Questo lavoro intende evidenziare la necessità della combinazione di uno studio scientifico-anatomico del cervello umano e di una ricerca di tipo sociale sui fattori ambientali e circostanziali che influenzano il comportamento aggressivo, violento (e psicopatico nei casi più estremi) nell'essere umano.

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  Autore: Francesco Grosso
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di secondo livello in Criminologia
Anno: 2021
Docente/Relatore: Sergio Caruso
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  Lingua: Italiano
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INTRODUZIONE L’analisi eseguita nel presente elaborato si concentra sui fenomeni criminosi violenti e seriali, analizzando con particolare attenzione le cause sociali o biologiche allo sviluppo di condotte violente e criminali. Nella redazione della tesi ho preso spunto dai principi criminologici espressi dalla “Scuola Positiva” di Cesare Lombroso e totalmente contrapposti ai concetti della “Scuola Classica”, i cui caposcuola furono Cesare Beccaria. La prima si basa su presupposti medico-biologici del cosiddetto uomo-delinquente. Quella Classica recepisce pienamente la cultura illuminista e, ponendosi in antitesi con il sistema legislativo penalistico dell’epoca, pone a propria base la garanzia dei diritti umani. Lo studio si articola illustrando e approfondendo i fattori psicologici che influiscono sulla formazione di una condotta criminale violenta e i fattori e le alterazioni biologiche che rendono un individuo propenso a tali condotte. Successivamente lo studio analizza la questione dell’imputabilità, chiedendosi quanto influisca la presenza di alterazioni biologiche sulla responsabilità e la colpa di un reo, la ricerca prosegue trattando di prevenzione del crimine evidenziando proposte di intervento dal punto di vista psicologico, della salute mentale, biologico, con particolare riferimento alle nuove terapie proposte per curare la violenza come se fosse un disturbo effettivo, e proponendo un modello sociale che potrebbe aiutare a far diminuire il numero di crimini violenti. Lo scopo di questo lavoro di ricerca è quello di presentare una visione del crimine più completa dimostrando come i fattori che portano allo sviluppo di condotte antisociali o criminali siano strettamente in relazione fra loro. Questo lavoro intende evidenziare la necessità della combinazione di uno studio scientifico-anatomico del cervello umano e di una ricerca di tipo sociale sui fattori ambientali e circostanziali che influenzano il comportamento aggressivo, violento (e psicopatico nei casi più estremi) nell'essere umano.

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